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1863-2013: 150 anni dall’arrivo della ferrovia

Riflessioni e non solo del consigliere delegato al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico della città di Pescara Licio Di Biase

PESCARA - “Venerdì 10, sabato 11 e domenica 12 maggio 2013 la città di Pescara celebrerà il 150° anniversario dell’arrivo della ferrovia e dell’inaugurazione della stazione che, a quel tempo, apparteneva al territorio di Castellamare Adriatico.-afferma Consigliere delegato al recupero e alla valorizzazione del patrimonio storico della città di Pescara Licio Di Biase- Questo avvenimento ci riporta alla memoria l’importanza rivoluzionaria che ebbe per il territorio l’arrivo della ferrovia, determinando trasformazioni epocali di carattere sociale ed economico. E’ sufficiente constatare come questa infrastruttura abbia modificato il paesaggio urbano della fascia costiera adriatica. Tutte le località a quel tempo, un paio di anni dopo l’unità d’Italia, erano collocate sulle alture e perciò, il passaggio della ferrovia e la realizzazione delle stazioni resero necessarie la nascita degli “scalo”, oltre che la discesa a valle dell’urbanizzazione. Per cui è accaduto che tutte le località costiere si sono ritrovate, nel volgere di qualche anno, con una dimensione urbana totalmente modificata nelle aree pianeggianti e costiere. Fu ritenuta più idonea per la costruzione della stazione un’ampia e deserta pianura di Castellamare, poiché trovarne un’altra a Pescara si rivelò impossibile, dato che si era ancora giunti a conclusione sul dibattito circa l’abbattimento della Piazzaforte. Quella individuata, invece, sembrava essere l’area migliore in cui collocare provvisoriamente la stazione, che inizialmente, pur se in territorio di Castellamare, era denominata “di Pescara”. Ma nell’Italia di allora, come in quella di oggi, non c’è nulla di più definitivo del provvisorio e così la stazione rimase lì, lasciando a Pescara, dopo 20 anni la possibilità di realizzare una propria stazioncina, che a quel punto fu secondaria rispetto a quella di Castellamare e denominata nel tempo “Porta Nuova”. Correva il 1882-3, quando Leopoldo Muzii faceva approvare dal Consiglio Comunale di Castellamare il Piano di Ampliamento, primo strumento di pianificazione urbana, resosi indispensabile perché intorno alla stazione si era ormai articolata una forte urbanizzazione con spazi commerciali e servizi funzionali alle attività ferroviarie. Castellamare mutò volto. Il Municipio, lo stesso anno, venne trasferito dalla zona collinare alla pianura. In venti anni, la ferrovia e la stazione modificarono il paesaggio urbano di questo “tranquillo” comune collinare e rurale, che divenne una realtà legata alla nuova infrastruttura, con una sempre maggiore caratterizzazione commerciale e turistica. Un processo, questo, leggibile in tutte le località della nostra regione e di tutta la costa adriatica. Celebrare questo avvenimento è un modo per una rilettura degli accadimenti storici e culturali. Peccato che viene a coincidere con una fase di grande decadimento della linea ferroviaria adriatica, che vede esclusa dal processo dell’alta velocità la nostra Regione ed il Molise”.


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