MACERATA - Incontro ufficiale, in municipio, tra il sindaco Romano Carancini ed il collega argentino
Dario Giustozzi, capo del distretto amministrativo di Almirante Brown, 600 mila
abitanti, uno dei ventiquattro “partidos” che compongono la cosiddetta Grande
Buenos Aires, con capitale Adroguè. In visita in Italia per
un’udienza privata con papa Francesco in programma il prossimo 24 maggio, il
sindaco Giustozzi accompagnato dalla figlia Martina e dai collaboratori Jubs
Falce ed Estaban Pensinger, ha voluto conoscere i luoghi delle sue radici,
essendo il bisnonno Pio originario di Macerata, dove viveva con la famiglia a
Coste di Potenza, oggi contrada Acquevive, da cui è emigrato per l’Argentina nel
1921. Nel corso dell’amichevole
colloquio, i due sindaci hanno parlato anche della possibilità di una
collaborazione tra le rispettive città, “essendo Macerata - ha detto Carancini -
particolarmente legata alla terra argentina, dove molti maceratesi sono emigrati
in cerca di fortuna negli anni tra le due guerre”.
Inoltre Macerata e Almirante
Brown condividono la peculiarità di città di cultura, essendo quella argentina
definita “città dell’arte e della creatività”, come ha spiegato il sindaco
Giustozzi, aggiungendo che la visita nelle Marche gli consente di conoscere i
luoghi in cui affondano le radici molti suoi cittadini, perché Almirante Brown
conta numerosi italo-argentini di origine marchigiana. Graditissima dal sindaco
argentino la sorpresa di trovare sulla scrivania di Carancini i registri
originali dell’anagrafe degli anni ’20, in cui ha potuto vedere la composizione
della famiglia del bisnonno Pio con l’annotazione dell’emigrazione in Argentina, avvenuta il 6 agosto 1921. Poi lo scambio dei
doni, tra cui il crest della città di Macerata e la bandiera delle cerimonie di
Almirante Brown, ed i saluti con l’intesa di proseguire il dialogo tra le
rispettive città. (ap)
Nella foto.
L’incontro tra i sindaci Romano Carancini e (a destra) Dario Giustozzi
|