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Caos al Cup dell’ospedale di Pescara, interviene Pescara – Mi piace

L’associazione illustra i disagi dei cittadini dopo gli inconvenienti causati dal sistema informatico

PESCARA - “Secondo giorno di delirio e caos al Cup dell’ospedale civile di Pescara per il clamoroso flop del nuovo sistema informatico di prenotazione delle prestazioni ambulatoriali e ospedaliere. Di nuovo oggi centinaia di persone in fila ad attendere il proprio turno agli sportelli che viaggiano a passo di lumaca, con computer continuamente in tilt, server spenti e l’impossibilità materiale di prenotare esami di laboratorio, visite ambulatoriali, o anche di pagare i ticket o farsi attribuire le esenzioni dovute. Un delirio che oggi ha fatto sfiorare la rissa e che si ripercuote direttamente sull’erogazione delle prestazioni visto che gli ambulatori dell’ospedale non effettuano le visite, prenotate anche 9 o 10 mesi fa, senza la prova dell’avvenuto pagamento, un ulteriore disservizio che nei presidi sembra invece essere stato aggirato garantendo l’erogazione della prestazione, ma rinviando la consegna del referto cartaceo all’avvenuto pagamento del ticket e alla consegna della fattura, e comunque consentendo ai pazienti di conoscere le proprie condizioni. Ora siamo veramente all’assurdo e allo scandalo, perché non è accettabile che un programma informatico, peraltro costato decine di migliaia di euro alle casse aziendali della Asl, ovvero ai cittadini, sia saltato un minuto dopo la sua entrata in funzione lasciando in panne un’intera struttura sanitaria provinciale a discapito di migliaia di cittadini. L’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ chiede oggi di sapere quanto sia costato il miracoloso sistema informatico che ha bloccato l’intero sistema sanitario, chi rimborserà i cittadini per i disagi subiti e soprattutto fino a quando il Cup sarà praticamente fuori servizio”. Lo ha detto Armando Foschi, membro dell’Associazione ‘Pescara – Mi piace’ che, allertato dagli utenti, sta seguendo da ieri l’emergenza verificatasi alla Asl di Pescara. “Da venerdì scorso tutti gli Sportelli del Cup hanno sospeso la propria attività per consentire l’aggiornamento della rete informatica inerente il servizio di prenotazione e pagamento di esami e visite ambulatoriali, oltre che esenzione dei pagamenti. Uno stop di quarantotto ore necessario, come aveva dichiarato nei giorni precedenti in conferenza stampa il Direttore Mancini, per consentire l’introduzione del nuovo software che addirittura avrebbe permesso agli utenti di svolgere tutte le operazioni, nonché ricevere i referti degli esami, direttamente sul proprio tablet o smartphone – ha ricordato Foschi -. In altre parole, ieri, alla riapertura degli sportelli del Centro Unico di Prenotazione, gli utenti sarebbero stati accolti con gli effetti speciali. Ma gli utenti se ne sono accorti subito che quegli effetti speciali non ci sarebbero stati: ieri mattina accesi i computer, già i primi utenti in fila si sono trovati dinanzi al personale in forte imbarazzo che continuava a fissare gli schermi fermi dei propri pc, intanto i minuti passavano e la folla cresceva, tanto da non riuscire più a stare dentro la piccola stanzetta dell’edificio al pianterreno adiacente il nosocomio. Alle 11.15 è scoppiato il caos: mentre il tabellone indicava la chiamata allo sportello dell’utente P064 per le prenotazioni ed E77 per le esenzioni, in realtà gli utenti in attesa e dotati dell’apposito ticket erano già 464 tutti stipati nella stanzetta, la maggior parte in piedi, in attesa di capire cosa stesse accadendo. E l’utente che aveva in mano il numero E087 ha urlato di essere in attesa da ben due ore per una pratica di 2 minuti. A quel punto gli animi hanno cominciato a riscaldarsi per l’assenza di informazioni, di spiegazioni, mentre c’era anche qualcuno che aveva letto della conferenza stampa del Direttore Mancini e ha iniziato a ironizzare sugli ‘effetti speciali’, tanto da richiamare fuori dagli sportelli lo stesso personale Cup che ha giustificato la lunga coda causata dalla lentezza del nuovo sistema informatico 2.0, il quale ha riportato il servizio agli anni ’70. E lo stesso personale ha chiesto ai ‘casi’ non urgenti di lasciare il Cup e di tornare domani per effettuare la prenotazione. Oggi identico copione: già alle 9 i computer erano bloccati, con centinaia di persone in attesa, molte delle quali avrebbero dovuto pagare il ticket per poi effettuare i prelievi del sangue già prenotati in laboratorio. Ovviamente saltati i pagamenti, saltati gli esami visto che l’accettazione dell’ambulatorio analisi non ha ammesso pazienti che non fossero in regola con la copertura del ticket, facendo spallucce a chi faceva umilmente notare che loro volevano pagare, ma il Cup era bloccato e non poteva accettare i versamenti, né era possibile pagare ai totem della cassa automatica, presenti sia negli spazi del Cup che dinanzi all’ambulatorio analisi perché gli stessi sono rotti da anni. Nulla da fare, decine di cittadini hanno dovuto fare dietrofront dinanzi ad altri utenti che gli esami devono farli domani e, disperati, chiedevano o di poter pagare o di poter spostare la prenotazione, ma anche in questo caso si sono trovati dinanzi a un muro visto che il Cup e gli ambulatori non possono accedere neanche al sistema delle prenotazioni, bloccato anch’esso rientrando nello stesso server. In sostanza il Direttore Generale Mancini in un sol colpo ha risolto il problema del sovraccarico di lavoro dell’ospedale di Pescara, semplicemente ha staccato la spina e ha fermato tutte le attività. Ovviamente, ironia a parte, riteniamo imbarazzante e vergognoso quanto sta accadendo in queste ore nell’ospedale di Pescara – ha sottolineato Foschi -: ci chiediamo come sia possibile che il Direttore Mancini non abbia saputo prevedere un piano B d’emergenza nel caso quel sistema informatico tanto innovativo avesse fatto cilecca, un piano tale da sostenere gli utenti nell’attesa che la sua amministrazione mettesse riparo al danno. Ci chiediamo chi risarcirà gli utenti del disservizio subito e delle ore perse in fila, e soprattutto per quanti giorni ancora andrà avanti una situazione che oggi, nel terzo millennio, non è degna neanche del terzo mondo”

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