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A Guardiagrele 'In Cerca dell’Attore Antico per un Teatro Moderno'

Aperta la selezione degli artisti per il laboratorio che si svolgerà dal 21 al 31 agosto. La partecipazione dovrà pervenire entro il 7 agosto

GUARDIAGRELE - E' pubblico il bando di selezione artisti del Laboratorio Internazionale Interculturale di Ricerca e Creazione Teatrale che avrà luogo a Guardiagrele (CH) il prossimo mese di agosto.
Ecco il bando integrale:

Bando per l’edizione 2018
Laboratorio Internazionale Interculturale di Ricerca e Creazione Teatrale
“In Cerca dell’Attore Antico per un Teatro Moderno”
Per chi e cosa

Si rivolge ad attori, danzatori e cantanti; a registi e drammaturghi; a musicisti interessati alla composizione per il teatro e/o a suonare per la scena. Propone dieci giorni di piena immersione nella pratica dell’Arte Teatrale studiata da molteplici punti vista. Un’incontro in condizioni privilegiate di lavoro di gruppo da cui far scaturire riflessioni audaci, scomode, riguardo all’etica, alla disciplina e al senso reale di una funzione conoscitiva che il teatro è chiamato ad assolvere, nella convulsa epoca attuale, come porta aperta sull’invisibile. Un momento di crescita artistica e professionale quindi, teso a soddisfare necessità più profonde, anche di carattere spirituale, scaturite da inquietudini sempre più urgenti circa il senso della propria arte nel mondo di oggi, aldilà delle logiche prestabilite del mercato teatrale e dei meccanismi delle politiche culturali.
Carattere Internazionale e Interculturale
Un tratto distintivo fondamentale di questa esperienza sarà la costituzione del cast di partecipanti che gli daranno vita. Agli artisti italiani e stranieri che arriveranno da diverse parti del mondo, si uniranno altri selezionati tra artisti giunti in Italia o in Europa come immigrati, da Africa e Asia.
Quando e dove
Il laboratorio si svolgerà dal 21 al 31 agosto 2018 a Guardiagrele, suggestiva cittadina abruzzese dalle origini preromaniche situata ai piedi della Maiella e a pochi kilometri dal mare. Introduzione Cosa significa oggi proporre un’attività teatrale rivolta alla comunità al di fuori delle normali prassi che ne limitano la fruizione a pochi “appassionati”, agli “addetti ai lavori” oppure al “grande pubblico” delle produzioni commerciali? Di cosa ha bisogno oggi la pratica artistica per parlare in modo vivo, imparziale, profondo, comprensibile, bello e dilettevole al cuore e alla mente dello spettatore? Il Teatro Simurgh porta avanti un programma di attività teatrali di carattere necessariamente interculturale fondate su un percorso artistico che Fiore Zulli ha chiamato “In Cerca dell’Attore Antico per un Teatro Moderno”. In cerca di quell’Attore Antico in grado di ricollegarsi alle tradizioni universali depositarie dei nuclei archetipici e mitici del sapere ancestrale. Per un Teatro Moderno aldilà di ogni definizione (“politico”, “sociale”, “d’avanguardia”, ecc.), essenzialmente interessato a osservare diversi aspetti della vita umana nel presente e ad esprimere questa osservazione attraverso un arte vivente, dotata cioè di un linguaggio a strati. Ovvero un linguaggio in cui ogni persona a prescindere da livello culturale, ceto, provenienza, religione, ecc. possa trovare un codice comprensibile con cui sia possibile entrare in relazione creativa. Un Teatro Moderno che deve perciò uscire ad incontrare la realtà delle nostre comunità in trasformazione, portando un intrattenimento fatto di bellezza, intelligenza, azione, non violenza, attenzione e stimolo alla riflessione.
Il Laboratorio Internazionale Interculturale di Ricerca e Creazione Teatrale.
Il proposito del laboratorio è quella di creare una fucina in cui diverse tradizioni si fondono per dare vita a una nuova tradizione “hic et nunc”, a nuovi linguaggi tradizionali intesi nel senso etimologico di Tradizione: dal latino Tradere, cioè trasmettere un’esperienza di conoscenza viva della realtà vissuta e condivisa nel momento presente. È in detta Tradizione del Qui e Adesso che si incarna quell’Attore Antico. “L’Attore Antico, a cui aspiriamo, è qualcuno che possiede una relazione cosciente con il proprio corpo. Con la presenza che gli viene da tale padronanza, diventa capace di arrivare agli spettatori attraverso azioni fisiche viventi, in ogni suo movimento, parola, e perfino in ogni suo pensiero sulla scena. Questo Attore sa quello che dice e quello che fa, nel senso che ne conosce profondamente il significato, e quindi si apre con ogni parte di sé a un ascolto incessante per riscoprire a ogni replica ciò che la sua mente ha già assimilato alla perfezione. Questo Attore sente il ritmo, ogni volta diverso, del pubblico che ha di fronte, lo prende per mano e lo guida delicatamente al viaggio che lo spettacolo propone ed evoca all’immaginazione. Non si rivolge mai direttamente alla mente dello spettatore, ma utilizza sapientemente ogni vibrazione del corpo, cui lo spettatore risponde in modo naturale. Egli comunica prima e aldilà della parola “detta” e ottiene così la nostra attenzione. Questo attore, danzatore, cantante, musicista, è aperto a tutte le influenze, cerca e si nutre delle più diverse tradizioni ed estende il suo studio a molteplici campi del sapere.”
Fiore Zulli
Linee di ricerca
Il laboratorio propone un modo per aprirsi concretamente e nel momento presente a domande su principi universali ed immutabili che invitano l’artista a percorrere un cammino personale verso una comprensione più profonda dell’arte scenica, risalendo alle sue origini rituali per attualizzarle nella vita del nostro tempo, in base all’esperienza biografica e identità culturale di ognuno. Si tratta invero di far incontrare i partecipanti su un terreno tutto da esplorare dove, guidati dalla necessità comune di cercare la radice della propria presenza, si possa creare un ambiente di ricerca della Vita in scena attraverso esercizi di diversa natura. Evitando con cura ogni tentazione ad andare verso risultati formali premeditati, si lavorerà per mettere i partecipanti in condizione di sentirsi liberi di arrischiarsi a rinunciare alla sicurezza di tutto quello che in loro sia “già saputo”, per aprirsi a ciò che invece si presenta ignoto. Gli esercizi e le improvvisazioni sceniche che si realizzeranno si alimenteranno dello sforzo che tutti saranno chiamati a fare per superare i limiti della personale espressività ordinaria e cercare sempre più in profondità quella forza essenziale che vive nascosta dalle posture fisiche, mentali e culturali che formano la nostra personalità.
Piano generale degli esercizi
- Esplorare lo spazio vuoto come contenitore e metafora del corpo scenico
- L’intenzione che soggiace all’azione fisica
- La presenza del corpo che ascolta, ricorda, vede e racconta
- Il movimento consapevole che si fa danza
- L’azione vocale e la musica del testo - L’origine del canto come arte della narrazione
- L’improvvisazione e il montaggio
Negli esercizi e nelle improvvisazioni sceniche saranno presenti anche elementi di danza e si farà ricorso all’uso di maschere tradizionali di Asia, Africa e Sudamerica come strumenti per la comprensione della codificazione del gesto evocativo. Si lavorerà su canti e musiche di diverse culture del mondo. Frammenti di testi di autori classici e moderni dei quattro continenti, saranno utilizzati per la struttura drammaturgica dello spettacolo finale.
Spettacolo finale
La sera del decimo giorno si darà vita, nella piazza del borgo antico, a una condivisione pubblica dei materiali di testi, danza, canto, maschere e musica creati durante il laboratorio e montati in forma di spettacolo come offerta e incontro con la comunità. Sarà il risultato tangibile di un lavoro artistico che sia pur affrontando tematiche universali e attuali, rifletterà in qualche modo anche le condizioni e l’atmosfera del gruppo e dell’ambiente che lo ha prodotto. La presenza in scena di un gruppo umano costituito da persone di diversi colori di pelle, lingue, nazionalità, culture, religioni, discipline artistiche, ecc. farà in modo (già lo abbiamo comprovato in esperienze precedenti) che un pubblico composto per la maggior parte da gente non abituata ad “andare a teatro” nei modi e nei luoghi ufficiali, perda in questo caso quell’impulso meccanico che porta a giudicare più o meno intimamente le diversità. Ciò perché la qualità del lavoro che si troverà di fronte gli farà percepire semplicemente un unico gruppo di artisti capace di intrattenerlo attraverso immagini, musica dal vivo, danza e testi di grandi autori universali con cui difficilmente entrerebbe in contatto nella quotidianità.
Casting
Il laboratorio 2018 a Guardiagrele sarà inoltre l’occasione per selezionare un gruppo di 8 artisti fino ai 30 anni di età, che dal 24 settembre al 08 ottobre prossimi, Fiore Zulli porterà a Madrid, Spagna, per partecipare a un’incontro Internazionale di Ricerca e Creazione Teatrale insieme a vari gruppi di giovani artisti guidati da altri registi di diversi paesi europei. L’evento, che prevede anche il montaggio di una rappresentazione finale, è organizzato dalla compagnia spagnola “Residui Teatro”, di Madrid www.residuiteatro.com ed è finanziato dalla Comunità Europea attraverso il Fondo “Erasmus Plus”. Il progetto in generale è anche un work in progress del Teatro Simurgh per arrivare alla produzione di uno spettacolo corale di con un cast completamente interculturale di attori, danzatori e musicisti, selezionati tramite l’esperienza diretta fatta in questi laboratori di Ricerca e Creazione.
Requisiti artistici
L’unico requisito richiesto per partecipare alla selezione è quello di saper cantare. Non si richiede un “curriculum da cantante”, bensì semplicemente la capacità di cantare in modo intonato. In altre parole, il candidato deve essere in grado di riprodurre esattamente e senza esitazione con la voce, la stessa nota o frammento di melodia che ascolta. Per gli attori questo requisito è condicio sine qua non. D’altro canto i danzatori o i musicisti che non fossero intonati nel canto devono farne menzione esplicitamente nel loro materiale di candidatura.
Costi economici e logistica
Per tutti gli artisti selezionati, il laboratorio sarà gratuito.
Trasporto: I partecipanti dovranno sostenere i costi di viaggio (biglietti aerei, treni, autobus, ecc.) di andata e ritorno dai rispettivi paesi/città di provenienza.
Alloggio: I partecipanti verranno alloggiati in comode case del centro storico.
Vitto: L’organizzazione provvederà ad offrire una buona colazione, mentre pranzo e cena saranno a carico dei partecipanti. Comunque a Guardiagrele c’è un’ampia scelta di ristoranti, locande, pizzerie e generi alimentari che offrono cibi di ogni tipo e per tutte le tasche. I partecipanti se lo desiderano potranno anche organizzarsi per comprare insieme gli ingredienti e prepararsi i pasti in casa. Per gli artisti immigrati provenienti da centri di accoglienza di città italiane o europee e per gli artisti che vengano direttamente da Africa, Asia o Sudamerica l’organizzazione provvederà anche a pranzo e cena.
Modalità della selezione
Per partecipare alla selezione, l’artista dovrà inviare a info@teatrosimurgh.com
• Un lettera che esprima sinteticamente la motivazione che lo spinge a partecipare a questo laboratorio
• Due foto recenti (primo piano e corpo intero).
• Il curriculum.
• Un link video (se disponibile) del suo lavoro artistico.
Tutti i candidati riceveranno una mail di avvenuta ricezione del materiale inviato. Le candidature saranno ricevute fino al 31 luglio e il risultato della selezione sarà comunicato entro il 07 agosto.
Saranno selezionati un numero massimo di 26 (ventisei) partecipanti.
Gli artisti non selezionati riceveranno subito una mail unica di avviso e di ringraziamento. Gli artisti selezionati riceveranno delle mail personali con istruzioni sulla logistica e su eventuali materiali da leggere o preparare per il lavoro nel laboratorio. Dovranno inoltre mandare entro due giorni dalla notifica una mail in cui confermano la loro partecipazione ed accettano le condizioni indicate.
Orari Dalle 09:00 alle 12:30
– Laboratorio (esercizi) Dalle 16:00 alle 19:30
– Laboratorio (improvvisazioni e montaggio)
In Cerca dell’Attore Antico per un Teatro Moderno è condotto da Fiore Zulli con il coordinamento generale di Carla Robertson.

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