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Parchi chiusi a Pescara: ripartiamo dai pini

L'appello delle associazioni: Questa condizione non può essere accettata, perché il verde è una risorsa e non un problema, perché gli alberi sono necessari nei contesti urbani

PESCARA - E’ ormai accertato: le condizioni metereologiche ci riservano situazioni sempre più difficili da gestire, improvvise e violente. Il territorio cittadino sta pagando a caro prezzo, e da anni, la forte cementificazione. In questi giorni abbiamo visto tutti i nostri parchi chiusi, temiamo sia questo il sintomo di una fobia crescente da parte delle istituzioni rispetto alle alberature. Questa condizione non può essere accettata, perché il verde è una risorsa e non un problema, perché gli alberi sono necessari nei contesti urbani dove contribuiscono in tantissimi modi al benessere pubblico. Però il verde va gestito nel rispetto degli alberi stessi se vogliamo migliorare l’ambiente in cui viviamo. Riteniamo che il “terrore per l’albero” rappresenti una deriva ricorrente, che si riaccende ad ogni maltempo e che impone a cittadini e turisti stati di stress e ansia. Una fobia che può e deve essere superata.
Noi associazioni aspettiamo sinceramente che si riapra il confronto con l'amministrazione comunale e ricomincino le cosìdette “buone pratiche”
Il nostro intento vorremmo sia chiaro, non ha altri interessi se non quello del bene pubblico: la coscienza di cittadini che vogliono il bene della città.
Continuiamo ad assistere a cattive potature, pessime piantumazioni, mancato miglioramento dei siti d'impianto e dei terreni, assenza di una manutenzione adeguata, di una visione sostenibile del grande patrimonio arboreo cittadino. Il timore è che la soluzione sia sempre e solo l'abbattimento. Ma poi? Chi ricostruisce il verde urbano? Noi desideriamo che si facciano le giuste valutazioni tecniche e che siano condivise, che non si stravolga la storia del territorio cancellando dalla città il Pinus halepensis che le permetteva l’invidiato appellativo di “città giardino”. Ricordiamo l’accreditata nuova ipotesi, studiata e scoperta dal noto biologo Giovanni Damiani, sull’origine del nome di Pescara:
pephcòs - pescòs >pephcàsis – pescàsis (coperto di pini)> Pescaia-Pescaria-Pescara
ossia il toponimo Pescara deriva dalla Pineta Storica ed è di origine greco bizantina del VI e VII secolo
Non vogliamo che gli alberi piantati dal Comune siano poi dimenticati: piante divorate dal caldo torrido, dagli atti vandalici, abbandonati in aiuole con terreni non idonei, non vogliamo una vegetazione sinantropica e ruderale. Ciò che critichiamo è la mancanza di una gestione corretta e sostenibile degli alberi e dei parchi cittadini. Noi crediamo che insieme, nel coinvolgimento di associazioni e cittadini, si possano raggiungere risultati importanti verso una “visione verde” della città: Pescara città di mare, di fiume e di alberi o meglio di PINI. E perché no? Perché rinunciare all’albero distintivo che da oltre un secolo fa bella la nostra città e non tentare tutto il possibile per riqualificarlo, migliorarlo e dargli lo spazio che merita? Potrebbe essere il nostro fiore all’occhiello e non uno spauracchio. Questo ci auguriamo per tutti noi.
Le Associazioni
Italia Nostra Pescara
Archeoclub Pescara
CONALPA - Coordinamento Nazionale Alberi e Paesaggio
Ecoistituto Abruzzo
Miladonnambiente
La Galina Caminante
Forum H2O
Pro Natura Abruzzo
Oltre il Gazebo-NO filovia
Pescara Punto Zero


Immagini tratte dal libro:
Ministero per i Beni Culturali e Ambientali, SOVRINTENDENZA ARCHIVISTICA PER L’ABRUZZO n.3890/VI.2, 1994 “Immagini di storia della Città EraPescara”, CARIPE s.p.a., PIERRECONGRESS editore.
Foto pg. 97
Probabile Pinus halepensis che ancora c’è ..

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