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Prendiamoci cura dei nostri boschi

In Abruzzo l'ambiente si protegge creando lavoro

PESCARA - Il patrimonio forestale del nostro Paese per come lo conosciamo è a rischio. Il susseguirsi di calamità naturali causate dall’uomo, spesso aggravate nelle loro conseguenze da scellerate politiche di mala gestione del territorio, rendono urgenti interventi di manutenzione e di salvaguardia dell'ambiente. La questione ha una rilevanza nazionale, ma in Abruzzo si manifesta in maniera drammatica. Nella nostra regione gran parte del territorio è montano, con oltre il 40% della superficie regionale occupata da boschi, in gran parte di proprietà pubblica (ben l' 80%); tutti i comuni sono classificati a rischio idrogeologico (304 su 305), e sono per lo più piccoli comuni di montagna (solo 1/3 dei Comuni della regione ha popolazione superiore a 1.000 abitanti e 55 superano i 5.000); i vivai forestali regionali sono chiusi, il demanio silvo-pastorale regionale è affidato in gestione ai Carabinieri, i piani di gestione forestale vigenti si contano sulle dita di una mano, al pari delle imprese forestali attive. Nell’ultimo Piano di Sviluppo Rurale la Regione Abruzzo ha destinato all’intero settore forestale, compresa la sistemazione di rifugi, piste e aree picnic, per un periodo di 7 anni, meno del 2% delle risorse a disposizione, poco più di un milione di euro l’anno, non riuscendo negli ultimi 5 anni praticamente nemmeno a spenderne la metà.
Il governo Gentiloni, a Camere ormai sciolte, ad aprile 2018 ha approvato il Testo Unico Forestale, il TUF, che invece di affrontare seriamente questa grave emergenza nazionale, ha introdotto ulteriori criticità, sottraendo funzioni all'amministrazione pubblica e favorendo una gestione privatistica ed irresponsabile del nostro patrimonio ambientale.
A febbraio del 2019 si terranno le elezioni politiche regionali e tutte le forze politiche saranno chiamate a presentare i loro programmi. Come movimenti ed associazioni di cittadini e di lavoratori auspichiamo che tutte le forze politiche affrontino il tema della gestione delle aree interne e della montagna abruzzese e si facciano carico della situazione di degrado in cui versa il settore forestale regionale.
La proposta che avanziamo è che la gestione del patrimonio forestale pubblico, dei boschi e delle aree forestali private abbandonate di ogni tipo debba essere affidata ad Agenzie multiservizi regionali, dotate di strutture tecniche ed operative adeguate. Dovranno essere queste Agenzie a provvedere alle attività di manutenzione del territorio, della vegetazione lungo i corsi d’acqua, del verde lungo la viabilità provinciale, provvedere allo spazzamento della neve l’inverno, alle sistemazioni idraulico forestali e gestire il demanio silvo-pastorale regionale, la rete dei vivai forestali regionali e le attività operative nelle aree protette regionali, a svolgere le attività di prevenzione e lotta attiva agli incendi boschivi, oltre ad assicurare la necessaria operatività alle attività di protezione civile durante le periodiche emergenze, che non si può pensare di affrontare solo con l’aiuto dei volontari.
Le Regioni devono riorganizzare i servizi e gli uffici del settore forestale sul territorio , affidati a dirigenti e tecnici qualificati, in grado di svolgere al meglio i compiti istituzionali, ma anche di elaborare, programmare, gestire e controllare la realizzazione di piani, programmi e progetti per la manutenzione integrata del territorio. Le normative e le strutture regionali devono essere armonizzate fra loro secondo una logica unitaria.
Rimettere i temi ambientali sotto lo stretto controllo dell'ente pubblico ha una doppia finalità: in primo luogo assicurare che il bene comune della salvaguardia ambientale, della manutenzione del territorio e delle aree interne venga perseguito prima e al disopra di ogni interesse privatistico; in secondo luogo, promuovere attività ad alto impiego di manodopera con la finalità di aumentare l'occupazione stabile e combattere la marginalità sociale che nella nostra regione ha raggiunto percentuali altissime.
Prendersi cura del proprio territorio è non solo una scelta di civiltà che dobbiamo anche verso le future generazioni, ma una scelta intelligente perché la prevenzione è sempre l'opzione che si rivela meno costosa, ed una opportunità enorme di rilancio economico ed occupazionale per migliaia di persone.

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