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Mercato etnico sotto il tunnel, protesta dei commercianti sostenuta dal centrodestra

In programma domani, domenica 14 aprile, dalle 17.30 alle 17.45 i commercianti spegneranno le luci degli esercizi

PESCARA - “L’apertura del mercato fintamente etnico sotto il tunnel ferroviario domani rappresenterà una pagina luttuosa per la storia di Pescara, la morte della legalità stessa. Per questo, esattamente come nel lutto, tutti i negozi del centro cittadino domani, domenica 14 aprile, dalle 17.30 alle 17.45, ovvero in contemporanea con l’inaugurazione del tunnel, spegneranno le luci e la musica nelle proprie attività. Sempre nello stesso orario, gli esponenti del centrodestra, da sempre contrari al mercato, distribuiranno su corso Umberto le ‘palme della legalità’, in segno di rispetto per la festività della domenica delle palme, una data infelice e irrispettosa scelta per il taglio del nastro dall’amministrazione Alessandrini”. Lo hanno detto i consiglieri comunali del centrodestra e i commercianti e cittadini del Comitato #NoMercatoEtnico presenti oggi nella conferenza stampa indetta dinanzi ai cancelli ancora chiusi del tunnel che da domani ospiterà le bancarelle del mercato etnico. Presenti oggi il Presidente del Consiglio regionale Lorenzo Sospiri, i consiglieri uscenti Vincenzo D’Incecco e Marcello Antonelli, della Lega, l’ex consigliere di circoscrizione Benedetto Gasbarro e il coordinatore del Comitato Marco Forconi, Fratelli d’Italia, oltre a Marina Dolci, per i commercianti, e Isabella Martello, sorella di Anna Carlini, la donna stuprata e uccisa sotto il tunnel ferroviario. “Domani a Pescara celebriamo la morte della legalità – ha rimarcato il consigliere Antonelli -. L’apertura del mercato è solo l’epilogo di una bruttissima storia che rappresenterà non il fiore all’occhiello, ma piuttosto un crisantemo per l’amministrazione uscente del sindaco Alessandrini. Inoltre, l’idea di inaugurare quella struttura nella domenica delle Palme è semplicemente la testimonianza della disattenzione colpevole del sindaco stesso nei confronti della città. L’impegno di tutta la coalizione di centrodestra, se alle prossime amministrative ci verrà dato il mandato di governo dai pescaresi, è quello di eseguire una immediata verifica sulla possibilità di rimuovere subito quel mercato folle, spiace che comunque siano stati spesi 250mila euro di soldi pubblici che nessuno restituirà ai pescaresi, né possiamo al momento evitare o limitare le conseguenze negative che comunque deriveranno sul territorio e la sua economia da una scelta amministrativa scellerata”. “Abbiamo sempre considerato quel mercatino un clamoroso errore politico-amministrativo – ha osservato il Presidente Sospiri – e oggi più che mai siamo certi che domani la riapertura dell’attività rappresenterà un autogol per un centrosinistra populista. Integrare i commercianti ambulanti extracomunitari in regola non significava relegarli in un ghetto in cui potrà accadere di tutto, ma piuttosto occorreva favorire il loro inserimento nei mercati rionali, facendoli lavorare gomito a gomito con gli italiani. Ovviamente sarà nostra premura pretendere sin d’ora controlli serrati sulla merce posta in vendita sotto il tunnel da parte dell’amministrazione comunale e su questo saremo non vigili, ma sentinelle poste sulle barricate. Da giugno in poi scriveremo un’altra storia”. “Purtroppo – ha concordato il consigliere comunale e regionale D’Incecco – siamo convinti che quel mercato etnico sarà una zona franca di alcune specifiche etnie, tant’è che domani a chiudere l’iter saranno l’ambasciatore del Senegal e l’Imam del Senegal, non rappresentanti cinesi, giapponesi o rumeni. La verità è che l’amministrazione Alessandrini ha buttato all’aria 250mila euro pubblici per realizzare un mercato riservato ad alcuni ambulanti di una specifica nazionalità, mentre il mercato doveva essere aperto a tutti, anche agli italiani. Oggi sappiamo che quell’area mercatale sarà la riedizione di quella vecchia, un punto di vendita di merce di ogni genere ai danni dei commercianti regolari che, ad appena due passi, pagano regolarmente le tasse”. “Ovviamente la nostra non è una resa – ha sottolineato Marco Forconi, referente del Comitato e rappresentante di Fratelli d’Italia -. Cominceremo da subito controlli rigorosi e quotidiani su ciò che verrà venduto nel mercato e soprattutto avvieremo un’opera di sensibilizzazione dei cittadini al boicottaggio, inviteremo la popolazione a disertare un luogo che è contro la legalità. Hanno detto che lanceranno un brand di vendita di prodotti ‘equi e solidali’, ovviamente fumo negli occhi. Saremo anche rigorosi nel pretendere che vengano rispettati i criteri di disciplina del mercato inseriti nelle due delibere comunali, che stabiliscono gli orari di apertura e chiusura del mercato, l’impossibilità di posizionare a ridosso del tunnel furgoni o materiale a rischio esplosione, e auto di qualsiasi genere. E ovviamente il nostro impegno sarà quello di smantellare il ghetto già entro il prossimo autunno, ben prima quindi dei due anni di sperimentazione annunciati dall’amministrazione comunale uscente. Per la giornata di domani – hanno proseguito i rappresentanti del Comitato e dei Commercianti – abbiamo scelto una protesta pacifica contro la grande festa annunciata dall’amministrazione. La prima la faranno proprio i commercianti del centro che alle 17.30 in punto, in coincidenza con il taglio del nastro, spegneranno le luci e la musica nelle proprie attività, in segno di lutto, per 15 minuti; nel frattempo in corso Umberto distribuiremo le palme della legalità, per rispetto alla festività cristiana e protesta contro una manifestazione che non possiamo condividere”.

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