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Centro Nazionale di Studi Dannunziani, 40 anni di fondazione

45 convegni, 10 volumi monografici di alta valenza filologica, oltre a una significativa produzione di documentari tematici

PESCARA - Nel settembre 1979 si costituiva ufficialmente il Centro Nazionale di Studi Dannunziani, fortemente voluto da Edoardo Tiboni fin dai primi anni Sessanta del secolo scorso, quando i maggiori critici si apprestavano a rivalutare l’opera e la vita di d’Annunzio in occasione del centenario della sua nascita.
A sottoscriverne lo statuto, insieme al fondatore, eminenti cattedratici: Ettore Paratore, Aldo Rossi, Nicolò Ciarletta, Emilio Mariano, Guy Emile Tosi. E studiosi del calibro di Eurialo De Michelis e Geno Pampaloni.
Scorrere oggi i nomi dei primi soci che hanno aderito credendo nei principi dell’Istituzione, «approfondire gli studi, ricercare le fonti e i documenti che possano contribuire a una migliore conoscenza e valutazione dell'opera dannunziana, anche con riferimento agli stretti rapporti che legarono il poeta alla sua terra natia», induce a riflettere sulla volontà, ma anche caparbietà, di costoro di affiancare Tiboni in un’operazione culturale certo intrigante, ma non facile dal punto di vista gestionale.
Eppure Renzo De Felice, Carlo Bò, Giorgio Barberi Squarotti, Mario Pomilio, Paolo Alatri, Franco Contini, Claudio Marabini, per citarne solo alcuni tra coloro che ci hanno lasciati, hanno sempre contribuito, con la loro professionalità, allo sviluppo del Centro. Così come hanno contribuito, e continuano a farlo, importanti firme contemporanee, nazionali e internazionali, della critica, della filologia e della storia che dedicano il loro interesse a Gabriele d’Annunzio.
I risultati sono tangibili: la promozione di 45 convegni i cui atti sono stati puntualmente pubblicati, la stampa semestrale della «Rassegna dannunziana» e la stampa di 10 volumi monografici di alta valenza filologica, oltre a una significativa produzione di documentari tematici. Celebrare i 40 anni del Centro significa per chi ora lo presiede - Elena Ledda nominata da pochi mesi - non solo valorizzare quel tanto che già è stato fatto, ma promuovere iniziative scientificamente mirate in grado di coinvolgere oltre agli specialisti anche il mondo della Scuola e quel pubblico eterogeneo, sempre più vasto, interessato alla figura e all’opera del poeta abruzzese. E soprattutto operare, in piena sinergia, con le Istituzioni regionali, provinciali e comunali abruzzesi, oltre che con la fondazione del “Vittoriale degli Italiani” e i centri nazionali e internazionali di cultura e ricerca che accolgono documentazione per lo sviluppo degli studi dannunziani. Le celebrazioni del 40° anniversario di fondazione del Centro si apriranno il 25 e 26 ottobre prossimo. Per quelle date, in occasione del centenario dell’impresa dannunziana di Fiume, è stato organizzato un Convegno dal titolo D’Annunzio e l’impresa di Fiume. Nuove indagini e testimonianze, con la partecipazione di storici e dannunzisti (Roberto Chiarini, Ester Capuzzi, Pierangelo Cappello, Paolo Cavassini, Maria Rosa Giacon, Elena Ledda, Andrea Lombardinilo, Federico Simonelli); la proiezione - in esclusiva Rai Storia /Cultura - del filmato 1919. Fiume Città di vita (consulenza storica di Francesco Perfetti) e una mostra di selezionate fotografie inedite tratte dall’Archivio fiumano della Fondazione «Il Vittoriale degli Italiani». Per l’autunno-inverno saranno diverse le opportunità di incontri culturali. E’ prevista la presentazione di volumi dannunziani, la proiezione di filmati prodotti dal Centro e una serata speciale dedicata alla memoria di Edoardo Tiboni. Per la primavera prossima il Centro Nazionale sta lavorando, grazie anche alla collaborazione di diverse Istituzioni, a una mostra del tutto inedita e innovativa dedicata a “Pescara ai tempi di Gabriele d’Annunzio” e a un Convegno internazionale sul medesimo tema.

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