ROSCIANO - Gli abitanti di Rosciano esprimono seria preoccupazione per ciò che sta accadendo nel loro territorio e nella Val Pescara in generale. Lungo la strada della “bonifica” che collega Villa Reia di Cepagatti ad Alanno Scalo, a ridosso del nucleo abitativo di Villa Oliveti, dovrebbero sorgere due insediamenti industriali:
Un progetto presentato dalla società MB Dumping Ground Treatment (leggi Bellia) per il trattamento chimico-fisico di rifiuti non pericolosi con deposito nel suolo (fanghi industriali!);
Un altro presentato dalla Deco srl (leggi Di Zio) per la realizzazione di un biodigestore anaerobico atto al trattamento dei rifiuti umidi con produzione di gas per alimentare una turbina generatrice di elettricità.
“Il fatto che al “progetto Bellia”-scive in una nota Alessandro Di Sano Il presidente del Comitato- ci sia stata una netta opposizione dell’Amministrazione Comunale di Rosciano mentre sul secondo (sicuramente meno impattante del primo) un SI convinto della stessa, non tranquillizza affatto gli abitanti del “Territorio del Gusto e di Cultura”. La realizzazione anche di una sola delle due proposte di insediamento industriale va inserito nel complessivo contesto della Val Pescara, nel quale territorio - infatti - pendono i seguenti problemi: a) megadiscarica di Bussi b) cementificio di Scafa c) discariche di Brecciarola e di Casalincontrada d) progetto Ecopetrol di Cepagatti e) zona rossa ex Burgo di Chieti Scalo f) discarica di Colle Cese di Spoltore g) cementificio di Pescara .. e in ultimo h) paventata centrale a Biomasse di Pescara … ecc, ecc.
Tutte queste realtà sono fonte di forte preoccupazione per la salubrità dell’aria e dell’acqua oltre che di un pericolo economico serio legato allo sviluppo urbano (svalutazione delle abitazioni nelle zone di prossimità degli insediamenti) che agricolo (olio delle colline DOP di Pescara, vino di pregio e inserimento di Rosciano tra le Città del Vino d’Italia) del nostro piccolo Comune.
Il “progetto Bellia” prevede l’utilizzo di tutte le tipologie di rifiuti, dagli scarti animali ai rifiuti ospedalieri fino ai fanghi industriali con cromo, zolfo e molti altri residui di lavorazione per una capacità giornaliera di conferimento dei rifiuti alla discarica di circa 1000mc. mentre, il “progetto di Di Zio”, presume un potenziale utilizzo della struttura industriale per circa 60.000 mila tonnellate annue.
Quello che la popolazione di Rosciano si chiede è: perché si presentano progetti industriale a ridosso del paese (a circa 700 mt) e del fiume (a meno di 500 mt) quando il territorio individuato: 1) è ricco di antiche e censite fonti storiche che utilizzano acque superficiali? 2) è classificato Zona Sismica 2 (la stessa dell’Aquila)? 3) è zona soggetta a potenziale esondazione del fiume e comunque individuata per la creazioni di vasche di esondazione a tutela della città di Pescara?
Ma quello che impensierisce e preoccupa è anche ciò che potrà accadere nel dare il via ad insediamenti di quel genere … sarà poi impossibile negare altri ulteriori progetti di quel tipo. Il sospetto nasce anche da una semplice considerazione.. perché la Deco srl ha intenzione di acquisire 10 ettari di lungofiume per realizzare un biodigestore che ha uno sviluppo pari o vicino ai 10/15 mila mq ..?
Oltre a tutto ciò non potrà poi essere negato lo sviluppo inconsulto del traffico di mezzi, autocisterne, compattatori e quant’altro sarà necessario alla raccolta/trasporto dei rifiuti e del loro trattamento chimico e fisico e che dovrà necessariamente confluire nell’area viaria dell’Asse Attrezzato e/o Autostrada A14 in direzione Chieti Scalo/centro commerciale Megalò per poi interfacciarsi con la “bonifica” che passa per Valle Mare/Villa Reia di Cepagatti … quando inconfutabili studi scientifici internazionali attribuiscono a questo particolare “traffico di mezzi pesanti” l’emissione in atmosfera di PM (particolato) che è causa di una riduzione dell’attesa di vita.
Le domande, i dubbi e le inquietudini sono dunque molteplici perché tutto ciò che può causare danni all’ambiente e all’aria e alle acque afferenti il fiume (oltre che ai termini legati alla sicurezza medesima degli impianti) non possono che mettere in discussione il futuro stesso della popolazione e dei nostri figli nel contesto difficile di uno sviluppo sostenibile negato.
I due progetti dovrebbero/potrebbero portare “denaro fresco” nelle casse del Comune, forse anche qualche posto di lavoro, ma 3600 abitanti meritano tutti i danni elencati? … la popolazione afferente al territorio della Val Pescara, non ha già dato abbastanza? (vedi acque potabili inquinate da Bussi).
Noi crediamo che la necessità di non buttare denaro pubblico al vento sia assolutamente da perseguire (vedi il costo dei rifiuti e di quelli umidi in particolare che costano 230 € circa per il loro conferimento in una discarica di Rovigo!), ma riteniamo anche che l’adesione al progetto pubblico Ambiente Spa dovrebbe essere cercato e che attraverso l’adozione della filiera corta dei rifiuti (vedi rifiuti zero di Capannori - Pisa – con assunzione di personale da parte del comune per la raccolta porta-a-porta) o l’utilizzo del compostaggio domestico (il 60% dei roscianesi vive in aperta campagna) come da esperienze a noi vicine, come quella di Manoppello o di Giuliano Teatino, che hanno condotto all’abbattimento dei costi del servizio di igiene urbana del 30/40%.
Le risposte alternative esistono e non necessariamente gli enti comunali devono delegare la “facile” risoluzione dei loro problemi ai privati, i quali, si sa, cercano solo di lucrare.
Ciò che invece dovrebbe interessare una amministrazione è salvaguardare il proprio territorio, contro la devastazione delle sue acque, della sua aria, dei suoi paesaggi e del futuro delle nuove generazioni di cittadini”. |