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SERENDIP, DOMENICA AL SUPERCINEMA DI CHIETI

Il presentatore dell’evento Federico Perrotta: ''Ho avuto il piacere di vedere Serendip in anteprima e mi ha toccato nel profondo''

CHIETI – Manca poco alla proiezione del film Serendip che si terrà domenica 29 settembre al Supercinema di Chieti, alle ore 20.00.
Il docufilm, realizzato dai due teatini Antonio Di Leonardo e Andrea Mariani e diretto da Marco Napoli, ha ricevuto riconoscimenti in festival nazionali (Lucca Film Festival) e internazionali (Messico, Giappone, Inghilterra) e ha vinto il “Calcutta Film Festival” come miglior documentario.
Girato in Sri Lanka nel 2017 durante una missione di beneficenza, il film racconta di un argomento di forte impatto sociale: l’unione nella diversità che passa attraverso la riscoperta della vera natura umana.
Tratto dai diari di viaggio di Antonio Di Leonardo, l’idea è quella di raccontare la mission dei corrieri solidali di “Take me back”, un progetto che ha l’obiettivo di risvegliare la bellezza primordiale della solidarietà nelle persone.
L’evento, a ingresso gratuito, sarà presentato da Federico Perrotta, uno degli attori più apprezzati e conosciuti del panorama teatrale e televisivo italiano, anche lui abruzzese, che con la sua presenza vuole dare un contributo alla nobile causa di Take me Back.
“Al giorno d’oggi siamo abituati tutti quanti a scrivere, dare la propria opinione, a combattere, contrastare, pontificare dietro una tastiera diventando quelli che si chiamano leoni da tastiera”, commenta Perrotta. “Loro – riferendosi ai volontari TMB - al contrario prendono lo zainetto in spalla, vanno dall’altra parte del mondo e cercano di aiutare delle persone in difficoltà e nel loro piccolo fanno davvero grandi cose. Ho avuto il piacere di vedere Serendip in anteprima e mi ha toccato nel profondo”.
Questa la storia del racconto cinematografico: dopo mesi passati a raccogliere le risorse necessarie, Andrea parte per lo Sri Lanka, dove raggiunge Antonio, già impegnato sul posto nell’organizzazione della consegna del materiale scolastico ai bambini di Ambewela. Superate con successo le fasi iniziali, i ragazzi di Take Me Back entrano in contatto con voci, volti ed idee fino a farsi testimoni di storie e spettatori di un luogo lontano, che urla diversità, cambiamento e possibilità. Quello che i due amici non potevano prevedere, era quanto il viaggio stesso sarebbe diventato il loro cammino, permettendogli di riportare a casa molto più della sensazione di aver fatto qualcosa di grande. Ma come nasce Take me Back? Era il novembre del 2015 quando Andrea, con la moglie Erika, ha intrapreso un viaggio itinerante in Sri Lanka. Durante il percorso i due ragazzi hanno conosciuto una famiglia autoctona che li ha ospitati nella loro umile casa in mezzo alla giungla. Al momento dei saluti la madre di quella meravigliosa famiglia ha chiesto se fosse stato possibile inviarle le foto scattate da Erika durante quel pomeriggio passato insieme. Rientrati in Italia, Andrea ed Erika raccontano l’esperienza all’amico Antonio, da sempre appassionato di viaggi, che di lì a qualche mese raggiunge la famiglia in Sri Lanka e consegna fisicamente le foto documentando il tutto con un video. Ed è proprio racchiuso in questo gesto l’intento di Take Me Back: far parte di un progetto solidale in maniera personale e fortemente emotiva. Ma i due ideatori, non ancora pienamente soddisfatti, decidono che a supporto delle richieste private, cioè quelle che mettono in contatto persone in tutto il mondo per la consegna di foto, doni e ricordi, è necessario ampliare il progetto con le richieste di beneficenza, ovvero dare un sostegno concreto attraverso una vera e propria raccolta fondi per acquistare beni e servizi di prima necessità. “Il modo di operare di TAKE ME BACK è diverso dalle altre Onlus – hanno spiegato Antonio Di Leonardo e Andrea Mariani – Il nostro documentare costantemente e on line le attività è un criterio adottato per aggiornare i nostri sostenitori su come e quanto portato avanti e con quali modalità venga impiegata la raccolta fondi per le scuole e le famiglie dello Sri Lanka. Al fine di creare ricchezza sul territorio e incentivare la stessa economia locale, il materiale viene acquistato direttamente in loco. Il film racconta le nostre avventure ed è un modo per avvicinare anche gli altri a questo progetto. Il termine serendipità indica la fortuna di fare felici scoperte per puro caso e, anche, il trovare una cosa non cercata e imprevista mentre se ne sta cercando un'altra: è un po’ la nostra storia e un po’ ciò che auguriamo agli altri”.

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