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L'8 AGOSTO 1956 A MARCINELLE LA PERDITA DI 60 MINATORI ABRUZZESI

Tre comunità dell'Abruzzo sono state colpite dal grave incidente

PESCARA - 69 anni fa, a Marcinelle in Belgio, 60 abruzzesi perirono nella miniera del Bois du Cazier (oggi sito UNESCO). Fu il pedaggio regionale più alto fra i 136 immigrati italiani - e gli altri 126 minatori di dieci diverse nazionalità - che trovarono la morte in quella che a tutt’oggi rappresenta una fra le tre principali tragedie italiane all’estero di tutti i tempi. Insieme al Sottosegretario di Stato del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Giorgio Silli e all’Ambasciatore d’Italia presso il Regno del Belgio S.E. Federica Favi, l’abruzzese Prof. Pierre Di Toro - Direttore di Chiara Fama dell’Istituto Italiano di Cultura di Bruxelles - ha presenziato stamani alla commemorazione al sito del Bois du Cazier. “Quegli abruzzesi, quegli italiani tutti” - ha dichiarato il Direttore Prof. Di Toro - “con il loro sacrificio, furono parte dei 140 mila emigranti che nel decennio post Seconda guerra mondiale lavorarono nelle miniere della Vallonia, garantendo dal Belgio, in cambio, l’afflusso di 200 chilogrammi di carbone al giorno per ogni nostro minatore. Fra le vittime della tragedia di Marcinelle, l’Abruzzo pagò un dazio altissimo, in tantissimi dalla provincia di Pescara, dai Comuni di Manoppello - "Città Martire" in quanto perse ben 23 concittadini, Lettomanoppello, Turrivalignani e Farindola. La memoria di tutte le vittime italiane permane intatta fra i circa 300 mila italiani oggi residenti in Belgio”.
I rintocchi della campana Maria Mater Orphanorum - un rintocco per ogni minatore tragicamente scomparso - hanno risuonato ad avvio cerimonia al Bois du Cazier, conclusasi poi al Cimitero di Marcinelle con la deposizione di fiori presso i monumenti dedicati “Ai Minatori” e al “Sacrificio dei Minatori Italiani”, a ricordo delle 262 vittime totali.


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