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ELEZIONI PESCARA, FDI: ''LA SENTENZA PARLA DI ERRORI E NON DI MANIPOLAZIONI''

Fratelli d'Italia in conferenza stampa fa chiarezza sulle contestazioni del Consiglio di Stato

PESCARA - “È ora di fare chiarezza una volta per tutte: la sentenza del Consiglio di Stato parla di errori materiali, non di brogli. Continuare a confondere i due concetti significa alimentare disinformazione e avvelenare il clima politico”. Così il vice coordinatore regionale di Fratelli d’Italia, on. Guerino Testa, ha aperto la conferenza stampa di questa mattina, convocata insieme ai coordinatori provinciale e cittadino, alla presenza degli amministratori comunali di Fratelli d’Italia del comune di Pescara, intervenuti per testimoniare compattezza e sostegno alla linea del partito. Testa ha sottolineato come, negli ultimi giorni “si siano lette e ascoltate ricostruzioni fantasiose e accuse infondate da parte del centrosinistra, che continua a parlare di brogli senza alcun riscontro nella sentenza. Il Consiglio di Stato è stato chiarissimo: si è trattato di errori procedurali, non di manipolazioni del voto. Alimentare la narrazione del complotto significa mancare di rispetto alla verità e ai cittadini”. Ha, inoltre, ricordato che “i presidenti di seggio non vengono nominati dal sindaco ma dalla Corte d’Appello. Pensare o suggerire che il sindaco Masci o il centrodestra abbiano potuto interferire con le operazioni di voto è semplicemente assurdo. Se c’è una parte lesa in questa vicenda, è proprio il centrodestra, che alle ultime elezioni è risultato vincente e con Fratelli d’Italia primo partito della coalizione”. Nel corso dell'incontro con la stampa è stato illustrato il contenuto tecnico della decisione del Consiglio di Stato, spiegando che “la sentenza non lascia spazio a interpretazioni arbitrarie. Il giudice amministrativo ha rilevato errori materiali nelle procedure di verbalizzazione, non condotte fraudolente. Parlare di brogli significa travisare il contenuto del provvedimento e creare un clima di sospetto ingiustificato. Il ritorno al voto è una misura di garanzia, non una sanzione politica. La vicenda deve servire a migliorare le procedure e a evitare che situazioni simili si ripetano ma non può essere strumentalizzata per delegittimare l’operato delle istituzioni o insinuare responsabilità inesistenti”. In chiusura, Testa ha rivolto una stoccata finale all’onorevole Luciano D’Alfonso, intervenuto nei giorni scorsi sulla nomina della dirigente scolastica Chiara D’Ambrosio: “L’attacco di D’Alfonso è stato scomposto e ingiustificato. Parliamo di una professionista stimata, che ha come unico ‘difetto’ quello di aver scelto il centrodestra. Quando le nomine riguardano il PD, tutto è considerato legittimo; quando riguardano altri, diventano improvvisamente uno scandalo. È un doppio standard inaccettabile. E soprattutto, il Partito Democratico è l’ultimo che può dare lezioni, visto che dal livello nazionale a quello locale ha sempre fatto ampio ricorso alle nomine politiche”. Testa ha concluso: “Difendiamo la qualità delle persone e respingiamo ogni tentativo di delegittimazione pretestuosa. Ora si torni a parlare di Pescara, dei suoi problemi e delle sue opportunità”.


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