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SEI NAZIONI, L’ITALIA NON SI INCHINA: DUBLINO TREMA, 20-13 PER L'IRLANDA

Una sconfitta di misura, ma l’Italia esce a testa alta e conquista il bonus difensivo

PESCARA - A Dublino l’Italia non è venuta in gita, ma a dare battaglia. Avanti all’intervallo, tiene testa all’Irlanda. Nella ripresa resiste colpo su colpo. Cede solo nel finale, quando contano fiato e nervi. All’Aviva Stadium l’Irlanda vince 20-13, rimontando il 5-10 dell’intervallo. Agli Azzurri resta il bonus difensivo: non una medaglia al valore, ma il segno concreto di una squadra finalmente capace di farsi rispettare.
La squadra di Gonzalo Quesada chiude il primo tempo con il vantaggio di 10-5, gioca alla pari contro un’Irlanda abituata a fare la prima della classe, oggi costretta a soffrire, soprattutto in mischia, dove gli Azzurri la mettono sotto con determinazione. I verdi ribaltano il risultato nella ripresa, trascinati dall’esperienza di Jamison Gibson-Park, l’uomo che suona un'altra musica e cambia il ritmo del match.
L’Italia segna con la forza organizzata della maul, firmata dal tallonatore Giacomo Nicotera, trasforma con il piede Paolo Garbisi. L’Irlanda risponde con le mete di Jamie Osborne, Jack Conan e Jacob Stockdale Baloucoune e con un piazzato di Jack Crowley. Ma il tabellino non descrive il carattere degli Azzurri. In difesa l'Italia aggredisce e chiude gli spazi. In mischia subisce un primo scossone, ma non arretra. L’Irlanda passa con Osborne al 17’, dopo una carica a testa bassa. A questo punto, sembra che i padroni di casa possano davvero mettere le mani sulla partita. Invece no.
L’Italia resta in quattordici per un giallo a Louis Lynagh, ma non si scompone. Garbisi accorcia con un calcio piazzato e, quando anche l’Irlanda perde un uomo, gli Azzurri colpiscono: touche, maul che avanza lenta ed inesorabile, poi Nicotera si stacca al momento giusto e schiaccia. È il sorpasso, 10-5. Non una casualità: la fotografia di una squadra che sa quello che fa. La mischia italiana diventa un tormento per i padroni di casa. Spinge, conquista calci, costringe l’Irlanda a indietreggiare. All’intervallo il vantaggio azzurro non è un regalo: è il frutto di un piano eseguito con maestria e disciplina. Nella ripresa l’Irlanda cambia volto: dentro uomini d’esperienza, ritmo più alto, gioco più verticale. Conan firma il pareggio, Baloucoune completa il sorpasso dopo un guizzo di piede. Crowley allunga fino al 20-10.
Eppure l’Italia non demorde. Garbisi riporta i suoi sotto break, la mischia continua a dominare e nel finale l’assalto è vero, furioso. Un calcetto illumina la corsa di Tommaso Menoncello, ma l’ovale sfugge ad un passo dalla meta. Sarebbe stato il pareggio che avrebbe fatto tremare Dublino.
L’ultima azione è irlandese: un intercetto spegne l’assalto azzurro, ma non l’orgoglio. Finisce 20-13. L’Irlanda incassa la vittoria; l’Italia qualcosa di più sottile e duraturo: la consapevolezza di poter guardare negli occhi le “grandi”.
Ora la testa è già a Lille. Domenica 22, contro la Francia per il Sei Nazioni 2026, non servirà coraggio: quello c’è già. Servirà l’ultimo passo. A giudicare da Dublino, non sembra una missione impossibile.


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