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VENDITTI TORNA A CASA PER VESTIRE LA MAGLIA DELL'AVEZZANO RUGBY

Giovanbattista Venditti: ''Ho deciso di tornare a vestire la maglia della società che mi ha permesso di scoprire questo splendido mondo. La maglia della mia città, della terra in cui sono nato e in cui vivono i miei genitori e la mia famiglia''.

AVEZZANO – La società di Rugby marsicana ha annunciato che Giovanbattista Venditti vestirà di nuovo la maglia dell’Avezzano Rugby.
L’accordo è stato siglato dopo che l'ala delle Zebre ha rescisso, a dicembre, il contratto consensualmente con il proprio club e dopo aver sciolto le proprie riserve rifiutando diverse offerte provenienti da società straniere.
“Ho deciso – spiega Venditti - di tornare a vestire la maglia della società che mi ha permesso di scoprire questo splendido mondo. La maglia della mia città, della terra in cui sono nato e in cui vivono i miei genitori e la mia famiglia”.
Giovanbattista Venditti, ala classe 90’, originario di Avezzano, nelle sue sette stagioni con le Zebre ha fatto registrare 79 presenze segnando 19 mete. Nel 2006, si trasferisce a Roma per vestire le maglie degli Aironi (Celtic League), Newcastle Falcons (Premiership), Zebre (Pro 14). Ha poi indossato la maglia della nazionale per ben 44 volte. Un podio speciale, nel 2016, rilasciato dal mondo della palla ovale per la meta contro il Sudafrica nella storica vittoria di Firenze.
La società marsicana non nasconde la propria soddisfazione e ringrazia il giocatore per aver voluto mettere a disposizione dell’Avezzano Rugby le sue qualità tecniche e la propria esperienza di giocatore internazionale, innalzando ulteriormente il livello della squadra, oggi al secondo posto (a 4 punti dalla vetta) del campionato di serie B girone 4.
Non è nella pelle il presidente Alessandro Seritti che dichiara: “Siamo emozionati ed orgogliosi che un atleta del calibro di “Giamba” Venditti abbia deciso di tornare nella sua società di origine per disputare il girone di ritorno nelle nostre fila; sono convinto che porterà un grande entusiasmo specialmente in tutti i nostri bambini che finora hanno sempre visto “Giamba” un supereroe, per loro deve essere un esempio da emulare sia come uomo che come atleta. Sinceramente questo tesseramento ha un sapore speciale, da un lato l’ovvia ed indubbia valenza tecnica, per il salto di qualità che potrà fare la squadra, già altamente competitiva, dall’altro per un aspetto, lasciatemi dire romantico dello sport, che oramai si è perso o vede pochissimi esempi. Un giocatore che fino a pochi mesi orsono militava nella più importante squadra italiana, decide di rifiutare offerte prestigiose, preferendo scendere in un campionato inferiore, tornando a calcare lo stesso campo dove da bambino ha realizzato le prime mete o subito i primi placcaggi, dove è cresciuto per poi arrivare a vestire la maglia della Nazionale, è solo una splendida storia di sport, che fa onore prima all'uomo Giovanbattista e poi al giocatore Giamba".
Prende a ruota la parola Giovanbattista Venditti che chiarisce: “Qualche mese fa avevo detto basta con il rugby, volevo passare più tempo con la mia famiglia e e avevo detto che questo sport, il mio sport, vissuto in quel modo non era più la mia priorità. Dopo alcuni mesi fuori sono stato tentato di concludere il campionato con squadre straniere ma non ho sentito quella spinta sufficiente a farmi salire su un aereo e farmi tornare in campo, eppure, quelle proposte avevano lasciato una traccia dentro di me!”
“Forse – continua Giamba - avevo ancora voglia di scrivere un ultimo pezzettino di storia con questa palla ovale che tanto mi ha dato”.
"Sono felice della scelta che ho fatto – spiega ancora l'ala abruzzese - era una cosa a cui avevo pensato già da tempo, tornare dove ho cominciato da bambino e poter dare qualcosa indietro alla società che mi ha accompagnato nei miei primi passi è un piccolo sogno che si realizza. Nel mio piccolo cercherò di aiutare i ragazzi ma soprattutto restituire all'ambiente cittadino tutto quello che la mia carriera mi ha insegnato”.
“Sarà emozionante – conclude Venditti - tornare nello stesso impianto dove mio padre quasi tutti i giorni mi accompagnava da bambino per gli allenamenti e per le partite; rimettere finalmente una maglia giallo nera con l’orso sul petto, lo dico con il cuore, non ha prezzo”.
Massimo Bomba

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