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PRIMO PREMIO ALL’ITS MODA 4.0 PER PROGETTO DI SOSTENIBILITÀ E INNOVAZIONE

Lo ha ufficializzato il Presidente della Provincia di Pescara Antonio Zaffiri che ha ospitato nella Sala della Figlia di Iorio la passerella eccezionale degli abiti durante lo svolgimento del concorso che si è tenuto completamente online

PESCARA - “Gli abiti da sposa realizzati con materiali di riciclo e ispirati alle immagini campestri de La Figlia di Iorio proposti dall’ITS Moda di Pescara, la scuola post diploma di alta specializzazione tecnologica presieduta da Giovanni Di Michele, si sono aggiudicati il primo premio assoluto nella giornata nazionale dell’ITS 4.0 DAY. L’evento, organizzato dal Ministero dell’Istruzione e dall’Università ‘Cà Foscari’ di Venezia, ha visto la partecipazione di 42 Istituti Tecnici Superiori con progetti relativi all’uso innovativo delle nuove tecnologie con un particolare obiettivo: la sostenibilità. Tutti temi di strettissima attualità e che la scuola di moda pescarese ha riassunto nel progetto ‘Blanket Refitting’”. Lo ha ufficializzato il Presidente della Provincia di Pescara Antonio Zaffiri che ha ospitato nella Sala della Figlia di Iorio la passerella eccezionale degli abiti durante lo svolgimento del concorso che si è tenuto completamente in collegamento on line.
“Il risultato raggiunto – ha commentato il Presidente Zaffiri – testimonia l’impegno e il lavoro profusi negli ultimi due anni dalla Fondazione dell’ITS Moda, di cui fa parte anche la Provincia di Pescara. Quando mi sono insediato nel 2018, l’Ente non godeva, purtroppo, di ottima salute, specie sotto il profilo economico-finanziario. Da quel momento però abbiamo iniziato un cammino lento e progressivo di risanamento dei conti, obiettivo raggiunto già nel 2019, dunque appena un anno dopo, che ci ha permesso di lanciare la programmazione 2020 e oggi ne raccogliamo i frutti, seminati con l’ex Presidente Italo Lupo e con la dirigente Antonella Sanvitale, in strettissima collaborazione con l’attuale Giunta esecutiva, che vede la presenza, oltre che della Provincia e del Presidente Di Michele, anche di Michela Terrigni dirigente scolastico dell’Aterno-Manthonè che è l’Istituto di riferimento, e poi Linda D’Agostino Presidente dell’Ecipa, Giuseppe Di Biase Rappresentante del Polo Moda Inn, con il coordinamento di Gaetano Grima e la presenza di Davide Di Giovanni e Giulia Guazzieri come Tutor”. “Abbiamo concorso proponendo un approccio sostenibile all’over-produzione della moda, lavorando su scarti primari per stimolare un’economia circolare partendo dalle coperte dello storico lanificio ‘Merlino’ di Taranta Peligna – ha raccontato Silvia Scioli, studentessa dell’ITS Moda -. Abbiamo puntato sul re-thinking, re-fitting e re-start aziendale, immettendo nuove energie e nuove tecnologie”. “Tutto questo è stato possibile grazie alla grande passione degli eredi Merlino – hanno dichiarato le docenti Luciana Mastrolonardo e Tiziana Musa, coordinatrici del progetto – e alla Bond Factory, Azienda sperimentale e innovativa del settore moda, esperta e innovatrice per l’uso di nuove tecnologie e attenta alla sostenibilità”. Col metodo del design thinking gli studenti coinvolti hanno sviluppato l’idea del target di riferimento: la sposa, attenta alla tradizione. Dopo il lockdown inflitto dal Covid-19 il gruppo di studio e lavoro si è recato nella storica fabbrica della Majella, in un viaggio a ritroso nel tempo, condotto dalle studentesse Elisa Migliaccio, Angelita Pagliaro, Debora Spagnoli, Maria Aulicino, Morena Illica Magrini, Tatiana Pisareva e Silvia Scioli. Poi i ragazzi hanno lavorato manualmente per restituire valore agli scarti di tessuto, e, dopo attenti studi sui tessuti, sulle tecniche ‘storiche’ di realizzazione e sull’utilizzo di nuove tecnologie su questi veri pezzi d’arte e di storia, sono nati i primi prototipi altamente sostenibili: innestano ritagli di tessuto ad impreziosire abiti come gioielli, avvolgono il corpo piegati, senza ritagli, ispirano nuove idee come borse, e ‘portamascherina’, piegano le coperte senza tagliarle, per un uso misto, scaldano la sposa d’inverno, valorizzano gli scarti, tutti preziosi. È questa è la novità, ovvero l’uso della dote tradizionale per farne capi d’alta moda ma mantenendone le sue caratteristiche originali. “Dai prototipi è nato l’abito nuziale invernale, interamente realizzato e rivestito in 100% da coperta Merlino – ha descritto Davide Di Giovanni , tutor del percorso -, la gonna è stata realizzata utilizzando una coperta senza nessun taglio, sul davanti le ragazze hanno sagomato la vita creando uno sfondo piega con orlo termosaldato con un nastro in tinta in modo da evitare sfilacciature e soprattutto per avete una rifinitura interna preziosa. Il corpino è stato realizzato utilizzando una base già esistente e i fianchetti del corpino sono stati foderati con il tessuto grigio Angeli raccolto nei sacchi degli scarti di produzione; sul retro è stato costruito un fiocco sempre con il tessuto grigio doppiato con una seta panna”. La diretta nazionale si è svolta dalla Sala de ‘La Figlia di Iorio’, dove troneggia l’omonima tela di Michetti: a motivo di ciò è stato confezionato l’abito ispirato alla giovane Mila, realizzando un mantello con tecnica moulage e con termosaldatura interne che hanno permesso di creare una forma perfetta. Per impreziosirlo è stato scelto l’amorino, un gioiello tipico della tradizione orafa abruzzese, riprodotto in stampa 3D. “Tra gli altri capi proposti alla commissione valutativa c’è anche un poncho-coperta dai contrasti eclettici che può essere smontata e tornare alla sua funzione d’origine: una morbidissima coperta nowaste, senza ritagli e senza sprechi di tessuto – ha concluso la docente e modellista Tiziana Musa – e una gonna impunturata con fili di lana a mano, nata da in un morbidissimo tulle con imbottitura di bamboo e lino, mischiate a degli sfridi che erano stati accumulati in dei sacchi pronti ad essere gettati dal lanificio abruzzese”. Tali proposte hanno permesso all’ITS Moda di Pescara di classificarsi al primo posto come ITS 4.0.

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