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FLAIANO FILM FESTIVAL, DOMANI GRAN FINALE

Quattro film per la rassegna 'Finalmente in sala', il cortometraggio 'Ropeless' di Andrea Carrino

PESCARA - Gran finale domani 2 luglio del Flaiano Film Festival con quattro film per la rassegna "Finalmente in sala" , ore 16.50 con un film uscito in sala ieri, il 1 luglio, "Mi chiedo quanto ti mancherò" di Francesco Fei. Alle 18.30, "Lei mi parla ancora" di Pupi Avati. Alle 20.30 " Il cattivo poeta" di Gianluca Jodice. Seguirà il cortometraggio "Ropeless" di Andrea Carrino. Alle 22.45 "La grande guerra" di Mario Monicelli.

Venerdì 2 luglio
Mi chiedo quando ti mancherò – ORE 16.50
(2019) regia di Francesco Fei, 90’, Italia Amanda ha diciassette anni e un passato difficile. Per affrontare il mondo ha creato un’amica immaginaria, esuberante e politicamente scorretta, che la guida nella più difficile delle sfide - crescere e impadronirsi della propria vita. La sua è una storia di coraggio e determinazione, avventurosa e romantica, feroce eppure buffa.

Lei mi parla ancora – ORE 18.30
(2021) regia di Pupi Avati, 100’, Italia
Per 65 anni Nino ha amato la sua Rina, e non può smettere nemmeno adesso che lei se ne è andata: perché Rina gli parla ancora, e lui continua a parlare con lei, a porte chiuse, per non farsi sentire dai domestici e dai figli. La figlia dell'uomo, una nota editrice, decide di assumere uno scrittore affinché scriva un romanzo sulla vita dei genitori basandosi sui ricordi del padre.

Il cattivo poeta – ORE 20.30
(2021) regia di Gianluca Jodice, 106’, Italia, Francia
Primavera del 1936. Al giovane federale Giovanni Comini, di stanza a Brescia, viene assegnato dal Segretario del Partito Fascista Achille Starace l'incarico di sorvegliare Gabriele D'Annunzio, da 15 anni rinchiuso nel Vittoriale, per raccogliere su di lui informazioni di ogni tipo. D'Annunzio si è dichiarato contrario all'imminente alleanza fra Mussolini e Hitler, che il poeta definisce un "ridicolo nibelungo", e il Partito non tollera il suo dissenso. Comini si reca al Vittoriale e da lì manda alla Casa del Fascio regolari rapporti su ogni attività del Poeta Vate, comprese quelle sessuali. Ma il suo legame con D'Annunzio cresce, e il dubbio sull'operato del Fascismo comincia ad insinuarsi anche nel convintissimo federale.

Ropeless
(2020) regia di Andrea Carrino, 9’ 20’’, Italia
Un lavandaio veterano appende migliaia di vestiti bagnati sotto il sole cocente. Una stranezza: non vuole che si asciughino.

La grande guerra – ORE 22.45
(1959) regia di Mario Monicelli, 135’, Italia, Francia
1916: Oreste Jacovacci, romano, e Giovanni Busacca, milanese, sono due scansafatiche furbastri e vigliacchetti. Dopo aver cercato invano di imboscarsi si trovano arruolati e al fronte. Da quel momento vivono tutte le disgrazie di una guerra: il cibo pessimo, le marce forzate, il freddo, la paura, qualche piccola distrazione militare, persino un'avventura con una prostituta (la vive il "milanese" Gassman). In una cosa i due sono sempre in prima fila: nell'evitare le grane, piccole o grandi che siano. Riescono a farla franca tutte le volte, ma una notte si trovano per caso in una cascina che viene presa dai nemici. Cercano di scappare travestendosi da austriaci, vengono catturati e proprio in virtù del travestimento potrebbero essere fucilati.

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