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L’EMBRIONE UMANO E’ UN ‘’CHI’’ O UN ‘’CHE COSA’’?

La risposta nelle considerazioni supportate dai dati scientifici del prof. Giandomenico Palka

PESCARA - Il Santo Padre, tornando dal viaggio in Slovacchia, su richiesta dei giornalisti, ha espresso in modo chiaro ed inequivocabile che il “matrimonio” si determina mediante l’unione di un maschio e di una femmina. Il Papa ha anche aggiunto che gli Stati laici si possono organizzare e permettere le unioni civili con persone dello stesso sesso. Riguardo all’aborto ha detto in modo chiaro che è un “omicidio”. Facendomi coraggio, cerco di esprimere in questo articolo quello che io penso dell’embrione umano da cattolico e da genetista medico.
Nel mondo dei mammiferi la fecondazione si realizza attraverso l’unione di due cellule, detti gameti, che derivano uno dal maschio (spermatozoo) e uno dalla femmina (ovocellula). La fecondazione fu scoperta dall’Abate Lazzaro Spallanzani nel XVIII secolo. Egli inseminò una cagna con liquido seminale di un cane e diede alla luce 3 cuccioli. Anche nella fecondazione in vitro occorrono sempre due gameti, uno maschile e l’altro femminile. L’unione dei due gameti avviene nella tuba di Falloppio, che collega l’ovaio all’utero. Al 5°-6° giorno l’uovo fecondato cade nella cavità dell’utero e inizia ad indovarsi nella parete uterina. Nel caso della fecondazione in vitro l’unione dei due gameti avviene in provetta e l’embrione viene introdotto nell’utero al 5°-6° giorno. Le cellule embrionali proliferano nell’utero e, intorno alla sesta settimana di gravidanza, l’ammasso di cellule assume la forma umana. Alla settima settimana di gestazione il feto pesa 1 grammo ed è lungo 1 centimetro. Il feto continua a crescere e al nono mese viene alla luce e inizia così la vita extra uterina con tutte le sue tappe di neonato, bambino, adolescente, giovane, uomo, anziano, vecchio. La sua storia si conclude con la morte, che vale per tutti gli esseri viventi. E dopo? Di solito c’è la sepoltura in un cimitero dove numero, fotografia, data di nascita e di morte permettono di sapere dove il cadavere è stato seppellito e quanti anni aveva. Il corpo del morto tuttavia dopo molti anni diventa polvere e non esiste più : ”memento homo quia pulvis es et in pulverem reverteris”. Tutti gli esseri, incluso quello umano, hanno questa sorte. Noi su questa terra non esisteremo più, quello che rimane di noi è solo il ricordo delle persone care e degli amici. Potremo continuare ad esistere in altro modo e in altri luoghi? Cerchiamo di riflettere. Intanto se diciamo “continuare” significa che nella nuova condizione in cui saremo dobbiamo conservare la consapevolezza di noi stessi e ricordare quello che siamo stati. Questo ci induce a introdurre il concetto dello spirito, dell’anima, del soffio vitale che non muore come il corpo. Il corpo di una persona noi lo vediamo, lo tocchiamo, lo spirito invece è invisibile. Ognuno di noi è fatto da due componenti, una materiale e una spirituale. Come si determina e si sviluppa uno zigote lo abbiamo appreso dalla scienza, ma l’anima quando fa il suo ingresso nella materia e ne fa un essere vivente? Per secoli filosofi, teologi, antropologi e più recentemente anche scienziati si sono dedicati a questo tema senza venirne a capo. Qualcuno ritiene che l’essere umano è già presente nello zigote perché in questa prima cellula è già scritto il programma di vita e anche di morte di ogni individuo. Qualche altro asserisce che l’embrione è essere umano quando si indova nella parete uterina, quindi al 6°-7° giorno. La scienza ha rilevato che il 75% di uova fecondate vengono abortite spontaneamente prima di impiantarsi nell’utero, perché per la maggior parte sono embrioni malformati. Questi pertanto non sarebbero esseri umani. Si potrebbe obiettare: se a creare gli embrioni e infondervi l’anima è Dio, somma bontà e perfezione, perché mai alcuni esseri umani sono malformati e vengono spontaneamente abortiti? Alcuni ritengono inoltre che gli embrioni congelati, poiché non sono impiantati nell’utero, non sarebbero esseri umani e così sarebbe consentito sperimentare su di essi. Altri ancora pensano che si diventa esseri umani quando l’embrione assume la forma umana, quindi intorno alla sesta settimana di gravidanza. Dante nel XXV canto del purgatorio afferma che si è esseri umani quando “l’articolar del cerebro è perfetto”, quindi dopo la nascita. San Tommaso d’Aquino sosteneva nella “Summa contra Gentiles” che l’anima entra nel corpo dopo 40 giorni dalla nascita nel caso del maschio e 90 giorni nel caso della femmina. La legislazione inglese consente la sperimentazione sull’embrione fino al 14° giorno dalla fecondazione e non oltre, poiché dopo questo periodo cominciano a comparire le strutture cerebrali. Quindi per il Governo Anglosassone lo zigote e l’embrione di due settimane hanno un valore effimero. Potrei continuare, ma credo che la scienza, la teologia, la filosofia, la politica non siano in grado di dare una risposta esauriente e soprattutto chiarificatrice di questa tematica. Il contenzioso non è di poco conto, perché da opinioni divergenti derivano anche prassi molto diverse tra loro. Certo è che se l’anima è già presente nello zigote, l’aborto è un omicidio. Se si ritiene che gli embrioni congelati non sono esseri umani, possono essere oggetto di sperimentazione e quindi di avanzamento della scienza. Se l’embrione non è un essere umano, le sue cellule possono essere usate per costruire organi e per fare addirittura la clonazione. Io mi fermo qui, perché non riesco a districarmi in questo ginepraio. Ma devo pur dare una giustificazione a questo articolo. Allora concludo facendo mia la valutazione etica che si impone al cacciatore il quale, se vede muoversi qualche cosa dietro una siepe, prima si accerta che sia un animale e poi spara. Perché come dice San Giovanni Paolo II “ basterebbe solo la probabilità di trovarci di fronte ad un essere umano per proibire ogni intervento per sopprimerlo”.
Prof Giandomenico PALKA

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