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CONVEGNO E MOSTRA AL MEDIAMUSEUM PER CELEBRARE DANTE E D'ANNUNZIO

Il 5 e 6 novembre, il convegno dal titolo 'Sotto il segno di Dante' e la mostra iconografico-filologica 'O voce di colui che primamente'

PESCARA - Il Centro Nazionale di Studi Dannunziani, nel suo più che quarantennale impegno per la valorizzazione della figura e dell’opera di Gabriele d’Annunzio, promuove, nel settimo centenario della morte di Dante, un Convegno dal titolo “Sotto il segno di Dante”. D’Annunzio e il sommo Poeta, arricchito da una mostra iconografico-filologica “O voce di colui che primamente”. Le parole di Dante. Le carte di d’Annunzio, curata da Maria Teresa Imbriani. Il simposio - rivolto tanto agli specialisti quanto al mondo della scuola e degli appassionati - intende far luce, attraverso nuove ricerche, studi e ritrovamenti epistolari, sulla profonda e sincera ammirazione che d’Annunzio nutrì per il poeta medievale. Un’ammirazione tangibile nelle opere dantesche raccolte nella sua biblioteca, in primis La divina Commedia, copiosamente annotate: fonti di ispirazione, di riflessioni ed emozioni. Non solo letterarie.
I relatori non si limiteranno, pertanto, ad esaminare i tanti prelievi, a rilevare calchi e modelli poi ripresi stilisticamente e lessicalmente nei testi del poeta abruzzese, dalla Lectura Dantis al Libro segreto. Indagheranno anche su quei temi e aspetti di carattere socio-politico ed etico, trattati dal Fiorentino, che hanno influenzato, e non poco, determinate scelte di d’Annunzio nell’ intero arco della sua vita.
Una coesione piena, dunque, fra Dante e il vate-poeta che lascia del padre della lingua italiana e del profetico padre della patria nel testo e nel gesto dannunziani un’impronta indelebile mai come in questo convegno così profondamente studiata.
Programma del Convegno: 5 novembre, ore 9.30
SALUTO delle AUTORITA’ Alberto Granese (Università degli Studi, Salerno) Invenzione e ripetizione nel dantismo dannunziano Mirko Menna (Università degli Studi Gabriele d’Annunzio, Chieti-Pescara) “Gabriele degli Alighieri”. Memorie di vite dannunziane attraverso opere, versi ed echi danteschi Angelo Piero Cappello (Cepell, Ministero della Cultura), Metamorfosi della poesia e poesia della metamorfosi: Dante, d’Annunzio Gianni Oliva (Università degli Studi Gabriele d’Annunzio, Chieti-Pescara) "Poema di sangue e di lussuria". Amor cortese e passione naturale nella Francesca ore 15.30 Mario Cimini (Università degli Studi Gabriele d’Annunzio, Chieti-Pescara), Un Dante “decadente”, tra d’Annunzio e Conti Andrea Lombardinilo (Università degli Studi Gabriele d’Annunzio, Chieti-Pescara), Dante vivo, da Simmel a d’Annunzio Antonio Zollino (Università Cattolica del Sacro Cuore, Milano), Pascoli e d’Annunzio 1900-1904: litigare e riappacificarsi sotto il segno di Dante. 6 novembre, ore 9.30 Maria Teresa Imbriani (Università degli Studi, Macerata) Il meriggio di Montale tra Dante e d’Annunzio Maria Rosa Giacon (Centro Nazionale di Studi Dannunziani) Dante nella Licenza francese e veneziana Marco Presutti (Centro Studi Crociani) Cola di Rienzo tra Dante e d’Annunzio Pierluigi Ortolano (Università degli Studi Gabriele d’Annunzio, Chieti-Pescara), L’ode a Dante tra lingua e koinè letteraria.
Il Convegno e la Mostra sono patrocinati dalla Regione Abruzzo, dal Comune di Pescara, dalla Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, dall’Università “Gabriele d’Annunzio” di Chieti- Pescara e dalla Fondazione Edoardo Tiboni.
Il Convegno sarà trasmesso sui canali YouTube e Facebook del Centro: https://www.facebook.com/centrostudidannunziani

LA MOSTRA
“O voce di colui che primamente”. Le parole di Dante. Le carte di d’Annunzio. A cura di Maria Teresa Imbriani; progetto grafico di Isabella Mazzatura.
Inaugurazione 5 novembre, ore 17.30
In mostra un percorso tra i testi che, dalle carte e dalle opere del fecondo laboratorio di Gabriele d’Annunzio, ci conduce alla Voce e alla presenza del padre della letteratura italiana. La navigazione attraverso il materiale composito di autografi, codici, prime edizioni, immagini d’epoca è stata possibile grazie alle tecnologie digitali, che aprono nuove prospettive di ricerca e di fruizione dell’opera d’arte compresa quella letteraria. Quello proposto nella mostra è solo uno dei possibili itinerari nel mare magnum dell’Officina dannunziana. La lettura che d’Annunzio fa di Dante, di quella «cattedrale di parole» che è per lui il Libro di Dante, la Commedia, va ben oltre la presenza simbolica del poeta di ascendenza risorgimentale, e, pur consacrandolo a padre della patria, emblema della difficile unità finalmente conseguita, punto di riferimento essenziale della Nuova Italia, sono poi le parole di quel padre a offrigli continuamente occasione di confronto e di rinnovamento nel lavoro intellettuale. Oltre al Dante uomo, esule e pellegrino, oltre al Dante eroe e simbolo dell’impresa bellica fino a Fiume, il Dante della Commedia, è per d’Annunzio l’emblema della poesia, modello essenziale per la lingua, fonte sempre stillante di acqua sorgiva e lustrale. La curatrice ha perciò voluto seguire d’Annunzio nella sua ricerca cogliendolo al tavolo di lavoro e, come una delle tante possibili direttrici dell’opera sua a confronto con quella di Dante, ha voluto farlo guardando direttamente le sue carte, quelle delle opere compiute, ma anche le annotazioni e le chiose di cui abbondano gli autografi. Lo ha sorpreso mentre compone, mentre legge, mentre annota, mentre costruisce il suo monumento di carte ovvero quell’opera d’arte che lo rende degno e unico erede di Dante, che lo battezza figlio vero e legittimo anche nel nome, Gabriele degli Alighieri. Le carte esposte sono appunti, alcuni inediti, vergati a penna, a matita, a margine del libro – e il libro è la Commedia -, prime stesure, lettere, né manca un prezioso taccuino, dove la presenza di Dante è palpabile e vitale. Con l’ausilio della filologia delle varianti, seguendo percorsi intertestuali dove non manca il rimando alle immagini, è entrata nell’Officina feconda del Vate dei tempi nuovi, approdando nel Paradiso terrestre dell’arte. La Mostra, che resterà aperta al pubblico, è stata realizzata grazie alla collaborazione della Fondazione Il Vittoriale degli Italiani.

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