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COVID-19, CONTAGI IN AUMENTO ANCHE IN PROVINCIA DI CHIETI

Schael: ''Contact tracing essenziale''

CHIETI - “Se c’è un servizio aziendale che ha avuto un ruolo fondamentale e strategico negli ultimi 18 mesi, e continua ancor oggi a essere tale, è il Dipartimento Prevenzione. E proprio mentre si faceva strada l’idea, o forse la speranza, di alleggerirne il carico, e la dotazione di risorse, abbiamo l’urgenza di invertire la rotta e acquisire nuovo personale. La nostra Asl si appresta, dunque, a inserire altre professionalità a supporto del contact tracing, siano essi medici, infermieri e informatici, in vista dell’aumento dei contagi che ci aspettiamo elevati nelle prossime tre settimane alla luce dei numeri di questi giorni. Mi preme sottolineare la rilevanza dell’attività svolta dal Dipartimento, sotto la guida di Giuseppe Torzi, e l’importanza del ruolo di tutti gli operatori coinvolti nella gestione della pandemia a livello territoriale, che può essere concretamente descritta dai numeri: sono stati seguiti oltre 21.000 casi di Covid, ed effettuate circa 200mila telefonate, poiché ogni positivo determina la ricostruzione della cosidetta catena epidemiologica, di almeno 10 persone tra i contatti stretti da porre in quarantena. A tale attività si aggiungono le comunicazioni alla Prefettura e ai Sindaci dei casi positivi e isolamento domiciliare e le prescrizioni di migliaia di tamponi molecolari, da eseguire sia a domicilio che ai Drive in, gestiti attraverso la piattaforma informatica Sm@rt-Test, realizzata per la nostra Asl e premiata più volte come soluzione innovativa per far fronte alla pandemia. I casi positivi vengono lavorati tutti, fino all’ultimo, in giornata, perché l’isolamento tempestivo è fondamentale ai fini della diffusione dei contagi, e richiede un impegno davvero eccezionale, fatto di dieci ore al giorno, sette giorni su sette: un lavoro efficace basato sull’empatia, perché in pochi minuti si cambiano le abitudini e le attività delle persone. Da qui l’importanza di saper costruire, rapidamente, una relazione con persone che non si aspettavano quella telefonata e, soprattutto, le conseguenze. E parliamo di cittadini di tutte le fasce di età, giovani, anziani, di ogni estrazione sociale, livello di istruzione, lavoratori, disoccupati, detenuti, laureati, senzatetto, centri di accoglienza, alberghi e conventi. Posso affermare con assoluta tranquillità che sul contact tracing e sulla gestione territoriale del Covid-19 abbiamo sviluppato un modello inedito ed efficace, allestito in tutta fretta e migliorato in corsa, che ha permesso anche di formare decine di giovani che hanno lavorato con noi e acquisito sia competenze pratiche che in materia di norme in continua evoluzione. I nostri operatori hanno fatto fronte alla pandemia e al tempo stesso costruito una “best practice”, che rende merito a tutti loro e rappresenta uno stimolo per i nuovi professionisti che vorranno misurarsi con questa sfida. Giuseppe Torzi, insieme con Arturo Di Girolamo e Donatella Belfatto, rappresentano un’avanguardia, e sono certo che troveremo l’interesse di giovani professionisti attratti da un mondo inesplorato fino a un po’ di mesi fa, ma divenuto nella nostra Asl oggetto di studio per l’applicazione di nuovi modelli operativi. Mi auguro, perciò, che la nostra sia una ricerca di personale fruttuosa, che giova all’attività di contact tracing in un momento che si sta facendo nuovamente critico, e agli stessi professionisti che avranno la possibilità di sviluppare competenze preziose”.

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