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PRESENTATO IL PROGETTO DI FATTIBILITA' DI UN PARCO ARCHEOLOGICO ALL'EX RAMPIGNA

Il sindaco Masci: ''Cambia la storia di Pescara, serviranno grandi risorse''

PESCARA - Quando nel giugno del 2020 dal sottosuolo dell'ex Rampigna riemersero i resti di una donna vissuta verosimilmente in quella che fu l'antica città romana di Ostia Aterni, in pochi avrebbero creduto che dopo solo un anno si potesse definire un percorso per realizzare in quel sito un parco archeologico. Con lo studio di fattibilità che la Soprintendente Rosaria Mencarelli e il sindaco Carlo Masci hanno presentato ieri mattina in conferenza stampa, si creano invece le indispensabili premesse progettuali per puntare a realizzare un polo turistico-culturale nel quadrilatero compreso tra il fiume Pescara all’altezza del Circolo Canottieri (su quest’ultimo oltretutto la Soprintendenza interverrà con un piano di recupero), l’area lungo il rilevato ferroviario a ovest (sotto il quale sono emersi i resti dell’antico bastione San Vitale della Fortezza cinquecentesca, dove già RFI sta operando), il sito occupato dalla Questura a est (in particolare la chiesa di Santa Maria del Carmine) e la rotonda di piazza Martiri Dalmati e Giuliani.
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Due sono, sotto il profilo del piano finanziario, le opzioni di investimento necessario: la prima da 7,6 milioni di euro (senza la previsione del Museo storico della città), la seconda da 12,9 milioni di euro.
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La scommessa del Parco archeologico diventa dunque un obiettivo da realizzare per cambiare “la storia” di Pescara come è accaduto, in casi similari, in realtà importanti come Marsiglia e Barcellona. Il prossimo passaggio resta però quello di procedere alla ripresa delle attività di scavo, necessarie a comprendere quali altri elementi di interesse archeologico sono presenti nell’area. E’ un capitolo di valore epocale per Pescara, iniziato con il rinvenimento di resti umani e quindi di vasi antichi e oggetti domestici (di 2400 anni fa) nel corso dell’ultimo periodo.
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I dettagli tecnici e il percorso di quanto fatto e resta da fare sono stati poi illustrati ai giornalisti presenti dalla funzionaria della Soprintendenza, l’archeologa Deneb Cesana.
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Sono comunque tre i passaggi distintivi identificati nel progetto di fattibilità che approderà sui tavoli del Ministero, illustrati dall’architetto Carlo Gaspari:
A) CREARE UN PARCO ARCHEOLOGICO A CIELO APERTO
1. scavo e trasporto dei ruderi e reperti ad una quota superiore di calpestio;
2. trasporto degli elementi fragili (ossa, cocci,) presso il Museo;
3. restauro del muro del ‘500
B) REALIZZARE UN PROGETTO DI RIQUALIFICAZIONE URBANA DEL CONTORNO
1. collegando il Parco agli interventi al di la della ferrovia mediante l’apertura di un varco;
2. con l’apertura di un corridoio verso la Chiesa del Carmine;
3. riqualificando la superficie pavimentata su Via Spalti del Re e realizzazione della piazza sopraelevata
C) REALIZZARE UN MUSEO INTERATTIVO DELL’EVOLUZIONE STORICA DELLA CITTA
1. utilizzando il muro del 500 come parte integrante del Museo e collegamento con gli scavi archeologici al di là della ferrovia;
2. inserendo delle scatole tematiche (l’età antica, il medioevo, l’ottocento, il 900) che raccontino la storia della città di Pescara.

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