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JACOPO SIPARI DIRIGE LA BOHÈME AL TEATRO NAZIONALE DI TIRANA

4 recite dal 14 al 17 dicembre con la Bohème di Puccini

L'AQUILA - “Riprendiamo da dove avevamo lasciato” così Jacopo Sipari di Pescasseroli, il direttore abruzzese oscar della lirica 2020, torna sul podio del nuovo Teatro dell’Opera e del Balletto di Tirana per 4 recite dal 14 al 17 dicembre con la Bohème di Puccini, dopo due anni dall’inizio della Pandemia che è scoppiata proprio mentre Sipari era in produzione con questo titolo. “Sono contento di essere ancora qua con un'orchestra che amo particolarmente. La Bohème è un titolo a me molto caro poiché è stata la prima opera di Puccini che ho diretto e la prima che ho visto quando ero bambino”.
Il Teatro Nazionale dell'Opera e del Balletto dell’Albania (Teatri Kombetar i Operas dhe i Baletit) o TKOB è il principale teatro di Tirana e dell’intera Albania e fu fondato il 29 novembre 1953. Vanta una gloriosa tradizione storica.
Quattro i cast che si succederanno da domani sul palco del Teatro Nazionale completamente rinnovato: di assoluto prestigio la presenza di Eva Golemi, Mimì del primo cast, insieme al tenore italiano Raffaele Abete, fresco di Don Carlo a Berna, Dorina Selimaj (Musetta), Armando Likaj (Marcello), Ogert Islami (Schaunard), Bledar Domi (Colline), Genc Vozga (Benoit), Sokol Hidersha (Alcindoro). Una regia molto accattivante quella della giovane Ada Gurra che strizza l’occhio alla tradizione senza mai risultare banale. Negli altri cast Renisa Lackaj, Simona Karafili, Nina Muho (Mimi) e l’italiano Paolo Ingrasciotta (Marcello).
La bohème è un'opera in quattro "quadri" di Giacomo Puccini su libretto di Giuseppe Giacosa e Luigi Illica, ispirato al romanzo di Henri Murger “Scene della vita di Bohème” e rappresentata per la prima volta nel 1896.
Nasce da una sfida fra Giacomo Puccini e Ruggero Leoncavallo, i quali gareggiarono a scrivere contemporaneamente due opere omonime tratte dalla stessa fonte. Dopo oltre un secolo l'opera di Puccini è ancora fra le più popolari al mondo, mentre quella di Leoncavallo non ha mai avuto molto successo. Il libretto pucciniano venne scritto da Illica e Giacosa ed ebbe una gestazione abbastanza laboriosa per la difficoltà di adattare le situazioni e i personaggi del testo originario ai rigidi schemi e all'intelaiatura di un'opera musicale.
Il 1º febbraio 1896, La bohème fu rappresentata per la prima volta al Teatro Regio di Torino diretta dal ventinovenne maestro Arturo Toscanini. Il successo di pubblico fu buono, mentre la critica ufficiale, dimostratasi all'inizio piuttosto ostile, dovette presto allinearsi ai generali consensi. Dopo la rappresentazione torinese l'opera venne leggermente ritoccata da Puccini: questa seconda versione, considerata oggi quella definitiva e usualmente eseguita, venne messa in scena per la prima volta al Teatro Grande di Brescia, riscuotendo così tanti applausi da far tremare le pareti di scena.
Sipari che sarà in Italia per dirigere i concerti di capodanno dell’Istituzione Sinfonica Abruzzese il 29 dicembre all'Aquila e il 30 al Teatro Marrucino di Chieti, è atteso poi nella leggendaria Gewandhaus di Lipsia con la Leipzig Symphony Orchestra, tra le principali orchestre d’Europa, per il secondo concerto per pianoforte e orchestra di Rachmaninov affidato al vincitore del concorso internazionale Cleveland Alexander Ghindin.

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