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NIBBIO REALE, L'ABRUZZO CONTA 270 INDIVIDUI SVERNATI

L’ Abruzzo non è importante solo per orsi, lupi e camosci, per il raro Nibbio reale rappresenta la seconda Regione in Italia per presenza della specie

PESCARA - Il Nibbio reale Milvus milvus è un uccello rapace raro e localizzato in poche nazioni europee caratteristico per la evidente coda forcuta, il colore rossastro ed il volo veleggiato di cui è un vero campione in confronto a molti altri uccelli, non a caso in inglese è chiamato Red Kyte letteralmente traducibile in “Aquilone rosso”.
E’ una specie di elevato interesse conservazionistico, inserita nell’Allegato I della direttiva 2009/147/CEE e nell’Allegato II della Convenzione di Bonn sulle specie migratrici. Viene inoltre considerata “Near Threatened” dall’IUCN ( Unione Internazionale per la Conservazione della Natura).
Per la sua rarità e nonostante sia tutelata da Direttive e Convenzioni internazionali è purtroppo ancora in pericolo a causa delle numerose collisioni con le pale degli aerogeneratori, delle uccisioni illegali e dell’avvelenamento causato dalla ingestione di pallini di piombo che si nascondono nei resti di animali abbattuti dai cacciatori di cui si nutre.
La popolazione italiana di Nibbio reale è inferiore a quella di nazioni come la Spagna ma è ancora ben rappresentata con una stima di circa 500 coppie nidificanti, distribuite soprattutto tra la Basilicata e la Puglia.
In Abruzzo è presente e nidificante in una vasta area nella parte meridionale della Provincia di Chieti, dove purtroppo si concentrano enormi campi eolici, ed è oggetto di attività di monitoraggio da parte della Stazione Ornitologica Abruzzese (SOA) da oltre 12 anni.
Il modo migliore per stimare l’entità della popolazione consiste nell’ identificare e monitorare nel periodo invernale i posatoi localizzati su grandi alberi dove all’ imbrunire si concentrano anche oltre 100 esemplari di Nibbio.
Anche in questo inverno nonostante le avverse condizioni meteorologiche i volontari della S.O.A. in questa settimana hanno raccolto i dati di presenza della specie contando simultaneamente in 6 diversi dormitori un totale di oltre 270 individui, un numero leggermente superiore a quello medio degli anni precedenti.
La popolazione svernante in Abruzzo, in realtà parte di una metapopolazione comune alle regioni Molise e Puglia, è la seconda per numero di animali dopo quella della Basilicata.
Dichiara Massimo Pellegrini ornitologo e Presidente della SOA: “Speriamo che, dopo gli sforzi, le ricerche e le ennesime segnalazioni della S.O.A., anche la Regione Abruzzo se ne renda conto contribuendo almeno un minimo alle attività di studio e di tutela svolte solo grazie al volontariato e nonostante tra gli impegni obbligatori per le regioni richiesti dalla Comunità Europea vi sia anche il monitoraggio delle specie tutelate da Direttive CE”.

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