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PROGETTO SALVAFRATINO, SULLA COSTA ABRUZZESE SONO PRESENTI PIU' DI 10 NIDI

Pulizie meccaniche delle spiagge e cani vaganti mettono però a rischio la nidificazione

PESCARA - Proseguono le attività di monitoraggio del Fratino condotte nell’ambito del Progetto Salvafratino Abruzzo, promosso dall’Area Marina Protetta Torre del Cerrano e dal WWF Abruzzo a cui aderiscono i volontari di Guide del Borsacchio, Guide del Cerrano, Legambiente, LIPU, ProNatura, WWF e singoli appassionati.
Sono già una decina i nidi individuati, segnalati alle autorità e monitorati sulla costa abruzzese: purtroppo alcuni sono falliti e altri sono a rischio.
In particolare i rischi maggiori vengono dalle attività di pulizia meccaniche e dalla presenza di cani vaganti lungo le spiagge nonostante le disposizioni esistenti impongano l’obbligo di condurre il proprio cane al guinzaglio o il divieto di ingresso di cani sulla spiaggia in determinati siti come l’Area Marina Protetta Torre del Cerrano (dove il divieto vige dal 1° marzo al 31 luglio).
La pulizia meccanica della spiaggia rappresenta un grande rischio per la nidificazione sia per la possibile distruzione dei nidi sia per il disturbo che arreca alle coppie di fratini in fase riproduttiva. Per evitare danneggiamenti e disturbo in questi mesi fondamentali per la tutela del Fratino, specie protetta a livello nazionale e comunitario, esistono disposizioni precise sia nel Piano Faunistico Venatorio regionale che nell’Ordinanza balneare regionale. Inoltre a marzo, all’inizio della stagione balneare, l’Area Marina Protetta, la Guardia Costiera e il WWF hanno inviato una nota a tutti i comuni costieri per dare indicazioni su come effettuare la pulizia delle spiagge, mettendo a disposizione i volontari del Progetto Salvafratino Abruzzo per verifiche sulla presenza del Fratino nei vari tratti di costa.
Nonostante ciò, in queste settimane si è assistito ad interventi particolarmente pesanti in vari comuni: ad Alba Adriatica è stata “ripulito” il tratto di litorale a fianco della Spiaggia del Fratino e del Giglio di mare; a Scerne di Pineto sono transitati mezzi pesanti lungo la spiaggia nonostante nell’area sia segnalata la presenza del Fratino; anche a Giulianova i mezzi meccanici, per spostarsi da uno stabilimento all’altro, transitano sulla spiaggia a pochi metri dalla protezione dell’Oasi del Fratino e della Camomilla di mare.
“Il volontariato da solo non basta”, ricorda Filomena Ricci, delegato del WWF Abruzzo. “Apprezziamo gli interventi del Comune di Ortona che ha stabilito con un’ordinanza il divieto di ingresso di cani e gatti nelle aree dove è segnalata la presenza del Fratino, così come l’intensificarsi dei controlli da parte della Polizia municipale di Pineto nel tratto di litorale dell’Area Marina Protetta Torre del Cerrano, ma non sono ancora sufficienti. Da un lato le disposizioni fissate da leggi, regolamenti e ordinanze devono essere fatte rispettare e dall’altro tutti noi cittadini dobbiamo adottare comportamenti più responsabili. La salvezza del Fratino e la sua permanenza sulla costa abruzzese dipendono anche da noi. Rivolgiamo un appello a tutti coloro che frequentano le spiagge: comportatevi responsabilmente e se vedete questo piccolo trampoliere, simbolo sulla nostra costa, segnalatelo con una e-mail alla segreteria del Progetto Salvafratino Abruzzo: teramo@wwf.it”.

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