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UN FUCILE FERMA IL VOLO DELL'IBIS EREMITA

Dallo stupore alla preoccupazione passando per un bracconiere che spara. Ma il volatile ha superato l'intervento chirurgico che ha liberare il suo corpo dei pallini

PESCARA - Sono passati pochi giorni dallo stupore espresso per il meraviglioso volo di una coppia di Ibis eremita nelle campagne del pescarese. La specie è venerata nell’antico Egitto come divinità della scrittura, della conoscenza e del tempo, ma purtroppo se ne contano non più di mille esemplari. Purtroppo un colpo di fucile esploso da un bracconiere ha fermato il volo. Il giovane Ibis eremita abbattuto da una fucilata in contrada Mirabello di Penne è stato trovato in un pollaio dove probabilmente cercava il suo compagno di viaggio. Il CRAS Lago di Penne si è attivato tempestivamente avviando una procedura di urgenza richiedendo subito una radiografia che ha rilevato la presenza di numerosi pallini da caccia nel corpo del rarissimo animale protetto. È stato operato con successo nell’ambulatorio veterinario vestino di Antonazzo Giammaria. L’intervento chirurgico delicato e difficile ha avuto successo grazie alla tempestività dell’intervento ed alle buone condizioni fisiche dell’esemplare recuperato a poche ore dall’abbattimento.
L’ibis eremita è uno degli uccelli più affascinanti e rari d’Europa. Il suo aspetto inconfondibile, piumaggio nero iridescente, testa calva di colore rosso e lungo becco ricurvo, lo rende immediatamente riconoscibile, ma è soprattutto la sua storia millenaria a renderlo speciale. L’ibis eremita (Geronticus eremita) è uno degli uccelli più simbolici e fragili del nostro tempo. Abitava vaste aree dell’Europa meridionale, del Nord Africa e del Medio Oriente. Oggi sopravvive solo grazie a piccoli nuclei residui e a complessi progetti di conservazione. L’ibis eremita è in pericolo a causa di una caccia (bracconaggio) scellerata e inutile, e per i disturbi nei siti di nidificazione che hanno causato un declino drammatico, portando la specie sull’orlo dell’estinzione. Negli ultimi decenni, l’ibis eremita è diventato un emblema della biodiversità piú minacciata. La sua sopravvivenza non è più affidata solo alla natura, ma anche alla responsabilità umana. Programmi di reintroduzione e tutela, soprattutto in Europa e in Nord Africa, hanno permesso una lenta ripresa, ma la specie resta estremamente vulnerabile. Parlare dell’ibis eremita oggi significa riflettere sul rapporto tra uomo e ambiente, sulla possibilità di riparare, almeno in parte, ai danni del passato e sulla necessità di una convivenza più consapevole con le altre forme di vita che condividono il nostro pianeta, anche se, purtroppo, molti esemplari vengono inesorabilmente abbattuti dai bracconieri italiani ogni anno. È accaduto nelle regioni del Nord Italia ma anche in Abruzzo, nella terra dei Parchi. Due esemplari di Ibis eremita provenienti dalla Germania hanno sostato per oltre due mesi sulle colline argillose del pescarese a valle del Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga nei dintorni della Riserva Naturale Regionale Lago di Penne, Oasi del Wwf Italia. Le prime immagini del fotografo Sandro Ginaldi che hanno accertato la presenza dei rari uccelli nel Lago di Penne risalgono al 27 novembre 2025. Da allora numerose segnalazioni lungo il bacino del Tavo hanno rilevato la presenza costante dei rarissimi e innocui ibis. Fino a ieri quando un cittadino consapevole ha raccolto uno dei due esemplari feriti portandolo al CRAS Lago di Penne. Il Centro di recupero animali selvatici gestito in collaborazione con il Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga, il Comune di Penne, i Carabinieri Forestali dell’UTB di Pescara, la Riserva Regionale di Penne e la Cogecstre, si è subito attivato portando il giovane esemplare di Ibis eremita in uno studio veterinario specializzato che ha subito rilevato la rottura dell’omero all’altezza della cintura scapolare ed ha effettuato un delicato intervento chirurgico per tentare di restituire all’ala le migliori funzioni per permettere all’Ibis di tornare a volare. Sono stati allertati anche il Nucleo Carabinieri Cites che effettueranno le dovute indagini sul folle atto di bracconaggio cercando di verificare se l’altro esemplare inseparabile Ibis di nome “Coccole”, con l’anello numero 751 sia riuscito a sopravvivere.
Il Presidente del Parco GSML Tommaso Navarra “ha ricordato l’importanza dei progetti di reintroduzione, come quelli del LIFE Northern Bald Ibis, condannando il bracconaggio come una delle minacce più gravi per la sopravvivenza della specie e sottolinea che la caccia illegale rappresenta una perdita significativa di animali reintrodotti nella natura.”
In Italia i responsabili di progetti anti-bracconaggio hanno spiegato che minacce come la caccia illegale compromettono anni di sforzi di conservazione, evidenziando la necessità di un impegno forte da parte di istituzioni, forze dell’ordine e comunità locali per proteggere gli ibis durante le migrazioni. Nunzio Campitelli, Assessore comunale all’Ambiente di Penne, ha dichiarato: “La Riserva Naturale Regionale Lago di Penne condanna con fermezza le uccisioni degli ibis. Questi atti indecenti sono un crimine contro la biodiversità, si sollecitano misure legali più efficaci per contrastare il fenomeno distruttivo contro un patrimonio naturale indisponibile dello stato.


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