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SPOLTORE, IL CONSIGLIO CHIEDE DI FERMARE LA FUSIONE CON PESCARA E MONTESILVANO

Proposto un nuovo referendum

SPOLTORE - Il consiglio comunale di Spoltore chiede, all'unanimità, l'immediata sospensione del processo di fusione. E propone un referendum locale da abbinare alle prossime consultazioni per confermare le modifiche costituzionali in materia di giustizia.
La delibera chiede inoltre alla Regione Abruzzo di abrogare la legge con le disposizioni per l’istituzione del nuovo Comune di Pescara, ma dichiara anche "sin da ora la disponibilità del Comune di Spoltore ad avviare un processo che porti alla costituzione di una città metropolitana che ricomprenda anche un ambito territoriale più ampio rispetto a quello attualmente coinvolto nel progetto di fusione, che salvaguardi le identità istituzionali di ciascun Ente", escludendo però "qualsiasi processo di fusione e soppressione dei Comuni esistenti". Una proposta sigillata dall'emendamento, presentato dal consigliere di minoranza Stelvio D'Ettorre (Fratelli d'Italia) e approvato all'unanimità, di organizzare una nuova consultazione referendaria. "La cittadinanza esprime profonda contrarietà al processo di fusione" ha detto D'Ettorre. "Una popolazione mai veramente edotta e informata delle conseguenze della fusione". Tale forma di referendum consultivo, secondo lo statuto comunale, può essere richiesto dai consiglieri comunali a maggioranza o da almeno mille elettori. La domanda, che si propone di sottoporre insieme al prossimo referendum costituzionale del 22-23 marzo, quindi sarà: "ritiene l'elettore che il processo di fusione con i comuni di Montesilvano e Pescara, previsto dalla legge regionale, debba essere interrotto?" Il documento votato dal consiglio prende poi atto che "le funzioni già associate, nonostante il tempo trascorso, risultano di difficile messa a punto e stanno determinando l’insorgenza di disagi e diseconomie organizzative con ripercussioni in termini di disservizi all’utenza". Le difficoltà e le problematiche emerse, sia di natura politica, ma soprattutto di carattere tecnico e amministrativo "sono tali da determinare continui affaticamenti da parte degli uffici che si trovano nella concreta impossibilità di fronteggiare questioni mai veramente dipanate e che – alla luce dei fatti – non risultano veramente gestibili". "Fino a oggi" ha spiegato il sindaco Chiara Trulli del Partito Democratico "sono stati associati i servizi più semplici, ma in maniera fittizia. Si è semplicemente posto a capo del servizio il responsabile di Pescara, assegnando a lui la somma matematica dei dipendenti dei tre Comuni. Ma adesso si procederà con i servizi che incidono concretamente sulla vita della gente. Al residente di via Miletto, che si chiede "chi si occuperà di me?", i promotori del sì rispondono che ci saranno i Municipi. Ma dove sono? Non c'è un atto, tra quelli che abbiamo approvato, in cui siano previsti". In particolare, la delibera sottolinea le criticità che nascerebbero per i prossimi servizi da associare, come la riscossione dei tributi locali, l'urbanistica, i servizi sociali, i servizi di trasporto pubblico e di raccolta dei rifiuti. La gestione associata, spiega la delibera, comporterebbe un’attività di studio, coordinamento e integrazione fra scelte politiche ed amministrative legata a una visione unitaria del territorio, che richiede "un lavoro coordinato realizzabile solo in una fase di “stabilizzazione” e regolare funzionamento dei servizi già associati, ad oggi assolutamente lontana dall’essere realizzata".


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